Dicembre: ricette creative per riciclare pandoro e panettone!

Cari lettori del blog … bentrovati!

Vi sono piaciute le ricette con la verza di novembre? Vi siete cimentati? Qualcuno mi ha detto e scritto che le ha provate o che le vuole provare … mi fa piacere! Ma soprattutto: avete visto il video di “Chiacchiere in cucina”? Che dite? Vi devo confidare che è stato davvero divertente girarlo e cucinare con tutta la troupe! Mi auguro sia arrivato anche a voi il senso di amicizia, divertimento, accoglienza e semplicità che è parso a me!

Ma ora non indugiamo e concentriamoci sul tema di dicembre. A me, sotto il periodo di Natale succede sempre una cosa: accumulo panettoni e pandori, regali preziosi e graditi di amici, datori di lavoro e commercianti (a volte li acquisto anche per paura che non nessuno me ne regali!) … poi però, arrivati al secondo o terzo … iniziano a stancarmi. O meglio, quando mi capita di servirli alle cene o pranzi delle feste (Cenone della Vigilia, Pranzo di Natale, Capodanno, Epifania …) mi sembra di portare in tavola qualcosa di classico, a volte troppo classico, sopratutto se si tratta di un panettone/pandoro confezionato e non artigianale.

Ecco allora l’illuminazione: proporvi alcune ricette che mi permettono di riciclare … o meglio … reinventare il dolce tipico del Natale milanese e veronese per gustose varianti.

Ma prima qualche curiosità e notizia storica (tratta dal Blog di GialloZafferano):

l panettone è il dolce natalizio nato a Milano ma immancabile sulle tavole delle feste di tutta Italia. Oltre al suo impasto soffice e ricco, la particolarità del panettone è la sua forma a cupola che lo rende inconfondibile. Le origini del panettone (letteralmente Pan del Toni) sono controverse, alcune leggende narrano che questo pane saporito sia nato per amore. A inventare per caso la ricetta fu Messer Ughetto degli Atellani che per conquistare la figlia del fornaio si fece assumere come garzone di bottega, e per risollevare la bottega provò a impastare questo pane dolce che ebbe un grande successo. Un’altra leggenda vuole che durante un pranzo di Natale alla corte di Ludovico il Moro, il cuoco fece bruciare il dolce. Vista la disperazione del cuoco, uno sguattero della cucina, di nome Toni, propose di servire in tavola il pane dolce preparato da lui quella stessa mattina, il dolce fu portato in tavola e riscosse l’entusiasmo di tutti i commensali.

Il pandoro è il dolce immancabile su tutte le tavole delle feste. Il pandoro ha la forma di una stella a cinque punte e l’interno morbido e dorato rende il pandoro una vera leccornia per grandi e piccoli. Il pandoro è per antonomasia il dolce di Verona, anche se le sue origini sono austriache, e per la precisione viennesi. Alla corte degli Asburgoveniva infatti preparato il “Pane di Vienna”. Altre testimonianza raccontano invece che il pandoro derivi dal “pan de oro” il dolce che veniva servito nelle case dei ricchi veneziani. E’ curioso sapere che il pandoro è stato disegnato da Angelo Dall’Oca Bianca, un pittore impressionista, la forma insieme alla ricetta dell’impasto fu depositato all’ufficio brevetti il 14 ottobre del 1894 da Domenico Melegatti, titolare dell’omonima industria dolciaria.

State connessi anche le prossime settimane e sbizzarritevi con la fantasia … ci vediamo sulle pagine e sui video del blog!

A presto,

Paolo

 

BRUSCHETTE DI PANETTONE

Ingredienti:

Panettone: 1

Mele: 2

Pere: 2

Prugne secche: 10

Albicocche secche: 10

Acqua: 1/4 di litro

Zucchero semolato: 100 g

Chiodi di garofano: 2

Cannella: q.b.

Liquore a piacere: q.b.

A piacere: frutta secca, miele, panna montata

 

Preparazione:

– Far ammorbidire in acqua le prugne e le albicocche secche per circa un’oretta. Poi, tagliare in quattro sia prugne che albicocche (se avessero il nocciolo, denocciolarle).

– Sbucciare e tagliare a cubetti mele e pere.

– Cuocere tutta la frutta in uno sciroppo di 250 ml di acqua, 100 g di zucchero e i chiodi di garofano. Deve risultare ancora tenera. Aromatizzare con un liquore a piacere (limoncello o rhum, per esempio, ma anche vermouth bianco).

– Aggiungere la cannella e far raffreddare la frutta cotta.

– Preparate le bruschette: tagliate il panettone non a spicchi, ma orizzontalmente a fette di circa 1,5 – 2 cm. Farle bruscare su una piastra antiaderente (quella per le piadina o la carne ai ferri). Potete usare anche il tostapane.

– Coprire la fetta di panettone tostata con qualche cucchiaiata di frutta cotta (privandola del suo succo, altrimenti bagna il panettone) e guarnire con frutta secca, come mandorle a lamelle, noci o nocciole sbriciolate e, perché no, un po’ di miele (per i più golosi anche panna montata).