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19 novembre 2018

Del regalare un libro a Natale


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Questa puntata della rubrica più scarsamente letta del millennio è dedicata a quella terrificante operazione economico-affettiva del dono natalizio.
Se si possiedono due o tre euro da buttar via (fortuna numero uno) e si ha a disposizione gente a cui si vuol del bene (fortuna numero due), è piacevole regalare cose che (fortuna numero tre) saranno gradite. Facile.
Regalare libri è un altro paio di maniche.

Digressione n°1 – Ma devo per forza farli ‘sti regali?
Atto dovuto per amore, educazione, perché altrimenti io che figura ci faccio son sicura che mi farà qualcosa devo contraccambiare, perché (viceversa) so che mi regalerà ‘na roba urenda e io invece tiè faccio una bella sorpresa (per la serie sentirsi in colpa a Natale, atto prima scena prima). No, non devi farli per forza. Ma se non li fai…

Digressione n°2 – E se regalassi un libro?
Fallo, ma sappi che generalmente il libro delude. Sia perché non becchi il genere, il titolo -ah l’ho già letto ma fa niente- sia perché quasi tutti i riceventi preferivano il profumo, al limite la cravatta la sciarpina (ovvero l’accessorio riciclabile), la scatola di biscotti, il maglioncino che ho visto e te l’avevo detto che mi piaceva. E te mi regali l’ultimo di Brunovespa o Fabiovolo: e allora dillo che mi odi!

Supponiamo che, dopo tutto questo lungo e tedioso preambolo, uno volesse comunque regalare libri: non so che cosa consigliare.
Non conosco il futuro lettore, non so che in che rapporti state, non ho idea del budget di spesa…come si può pretendere che indichi dei titoli così, alla cieca?
Ma siccome devo dare un senso alla rubrica, elencherò quattro motivazioni per la scelta del libro-strenna. E pace amen.

nataliziointerno

motivazione A) Ditelo con un libro.
Tutto quello che non sei riuscita/o a spiegare, quello che ti piacerebbe far sapere. Il discorso mai fatto, le ragioni mai chiarite. Le robe spesse e quelle leggere. Le distanze e le differenze o le vicinanze e le necessità. Un libro che ci racconta c’è sempre.

motivazione B) Cultural guerrilla
Regalare un libro inaspettato, deviante, spiazzante: alla zia che colleziona ricette un romanzo poliziesco, all’amica tutta unghie rifatte e selfie un saggio storico da ottocento pagine (scritto piccolo), un libro di poesie al marito calciofilo. Sarà dura, ma la guera è guera…

motivazione C) L’hanno detto alla tivù (o l’ho letto su facebook, l’è istess)
Per i più pigri, scarsamente motivati e poco pratici basta guardare i talk show televisivo-generalisti dicembrini, annotare titoli e autori che sfilano in passerella e bon. Gli scrittori arrivano, il conduttore elogia, la copertina sventola sul ponte e noi, da bravi pirlotti abbocchiamo, comperiamo e regaliamo. Vuallà.

motivazione D) il riciclo
D’accordo, non è elegante. Ma c’è crisi. E in fondo se l’hai tenuto bene bene, senza piegoline, senza magari neanche leggerlo…e poi dai, non se ne accorge…Si va di riciclo, si regala un libro che abbiamo doppio, che non ci piace ma tutto sommato potrebbe piacere, che abbiamo letto e invece guarda proprio carino son sicura le piacerà. Le motivazioni sono tante e non tutte di bassa lega. Occhio però: una volta mi hanno regalato il libro che avevo donato io l’anno prima. Se proprio volete riciclare, fatelo con attenzione…

Ciao, alla prossima.

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