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20 agosto 2018

Riflessioni di inizio d’anno, di Francesco Ghidotti


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Volenti o nolenti, come si usa dire, siamo nel nuovo anno. Perché dico così, perché il tempo, che inesorabile fugge, non ci da scampo.

Mi hanno fermato, stamattina, i rintocchi della campana della Torre che batteva le otto e mezza, inseguita dalla Rocchetta, come facessero a gara a chi toccasse prima. Davanti avevo il fiume che, col suo scorrere è, secondo me, figura del tempo: non si ferma mai.

Mi tornano in mente le classiche “il tempo inesorabile fugge via”, o “il tempo che passa non torna più”, immediatamente seguite da “godiamo finché abbiamo tempo” o “usiamo bene il tempo che ci resta” e tante altre.

Quella che più mi prende: “Non si può fermare il tempo”. Tento di prolungarlo concentrando nel più breve spazio possibile il vissuto quotidiano, tentando cioè di “rubare tempo al tempo”.

La neve che cadeva l’altro giorno o il sole che splende oggi, sono l’emblema di ciò che ci aspetta ogni giorno, il volger del tempo e delle stagioni.

Di fronte all’ignoto (quanto tempo ci resta da vivere) facciamo anche noi come gli atleti che concentrano tutto lo sforzo nella gara, cercando nella vittoria l’immortalità.

Il Signore ci assicura: “Io ho vinto la morte” e così il tempo, pensiamo noi. Lui é oltre il tempo. Ci garantisce che solo l’immortalità è la vittoria nostra contro “crono” il dio del tempo. Ogni giorno rinasciamo e il tempo è sconfitto. BUON ANNO !

Francesco

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