Dalla prefettura lo stop al progetto di macroaccoglienza della Cà del Cà di Palazzolo. Il sindaco Zanni: “Recepite le nostre perplessità”

Come chiarito dal sindaco di Palazzolo sull’Oglio, Gabriele Zanni, nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi sul tema, è venuta meno la possibilità per la cooperativa “Domus Caritatis” di Roma, di accogliere un centinaio di richiedenti asilo a Palazzolo, all’interno della struttura “Ca’ del Cà” di via Pontoglio di proprietà della società CDS Holding di Erbusco. La Cooperativa, che secondo quanto riferito da notizie di stampa risulta coinvolta recentemente anche nell’inchiesta giudiziaria “Mondo di Mezzo”, è infatti stata esclusa, con un provvedimento in autotutela emesso dalla Prefettura di Brescia l’8 gennaio scorso, dalla graduatoria che era stata approvata agli inizi di novembre dalla stessa Prefettura, anche alla luce delle osservazioni ripetutamente presentate dal Comune di Palazzolo.

“ll progetto di macroaccoglienza segue un modello fallimentare sotto il profilo giuridico-burocratico, sanitario e di alfabetizzazione delle persone accolte e avrebbe potuto creare problemi di igiene, sicurezza e ordine pubblico per la città – ha spiegato il sindaco Gabriele Zanni -. La cooperativa, oltre a non avere alcun legame con il territorio, non aveva mai nemmeno preso contatti con l’Amministrazione per discutere del progetto, presupposto che ritengo fondamentale per il buon inserimento dei richiedenti asilo nel tessuto sociale della città e per lo sviluppo di percorsi di accompagnamento individualizzati”. A tal proposito il Comune di Palazzolo aveva inviato alla Prefettura nei mesi scorsi diverse note esprimendo sempre parere contrario al progetto avanzato da “Domus Caritatis”, oltre che un’accurata relazione tecnica relativa alla struttura “Ca’ del Cà”, di cui si evidenziavano caratteristiche, che la rendevano inadeguata ad ospitare i 100 richiedenti asilo di cui la cooperativa si era dichiarata pronta a farsi carico.

Alla fine di dicembre, inoltre, le stesse osservazioni erano state inviate anche al Ministero degli Interni e al capo del Dipartimento delle Libertà Civili ed Immigrazione, chiedendo che venissero fornite indicazioni per costruire un modello di accoglienza diffusa da applicare anche alle situazioni in corso, anche se sospese. Per non far scadere i termini per impugnare la graduatoria approvata dalla Prefettura, che nel frattempo aveva congelato la posizione della Domus Caritatis, il Comune di Palazzolo aveva anche presentato ricorso al Tar.

Deduzioni, quelle del Comune di Palazzolo, riconosciute fondate anche dall’Avvocatura dello Stato, chiamata dalla Prefettura ad esprimersi in merito alla vicenda, prima della decisione finale.“La situazione era molto complessa, di difficile gestione perché erano tanti i profili da non sottovalutare, ma il problema non poteva essere ignorato – ha sottolineato il sindaco di Palazzolo –. Sia per le ripercussioni che avrebbe avuto sul territorio, compresi i Comuni confinanti, sia per i rischi di una mancata o insufficiente integrazione dei richiedenti asilo in un contesto inadeguato e impreparato a soddisfare tutte le esigenze di un numero così elevato di persone. Abbiamo già collaborato con il Forum del Terzo Settore per proporre alla Prefettura, in vista dei prossimi bandi, un modello di accoglienza del tipo Sprar, e siamo ora disponibili, come già dichiarato, ad ospitare sul nostro territorio fino ad un massimo di cinque persone. Siamo però convinti- ha concluso Zanni – che debba essere introdotto, nella definizione delle graduatorie, un meccanismo di premialità che avvantaggi le realtà che possono già contare su una specifica esperienza in questo settore e che abbiano legami stabili con il territorio su cui dovranno operare”.  

(fonte: comunicato stampa)