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21 luglio 2018

Ritrovato il quinto arco del ponte [FOTO]


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All’ interrogativo di Comino è possibile oggi, dopo cinquecento anni, dare una esauriente risposta.

Mentre il quarto pilone del ponte è stato inglobato alla fine del XV° secolo nelle opere di trasformazione dell’antico xenodochio, il quinto volto esiste ancora. Ed è stato localizzato sabato 26 aprile 1975.

Durante i lavori per la posa di un tronco di fognatura e dell’acquedotto sul ponte romano, è comparso, sotto il livello stradale, un avanzo di muratura. Fatta un’accurata ispezione e aperto un foro nel manufatto, io sindaco e l’impresario, ci siamo trovati di fronte, con piacevole sorpresa, al quinto arco del ponte.

Attraverso un’apertura, ricavata al colmo dell’arco, siamo entrati all’interno dell’arcata, visibile per intero e libera dall’interramento, che raggiunge il livello dove l’arco s’imposta sui piloni. L’arco è perfettamente conservato, è tutto in pietra, largo m. 4,90 e con un diametro di circa m. 8. Non presenta alcun rifacimento o aggiunta. La sua larghezza è quella originale di tutto il ponte, com’era fino alla fine del sec. XV°.

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E’ la riconferma che gli allargamenti sui restanti quattro archi, effettuati in tempi diversi, sono avvenuti sempre a valle, per la larghezza di un metro e mezzo circa. La descrizione del 1482 fatta da Gabriele Benzoli trova qui puntuale conferma. L’arco è affiancato, verso valle, da un ampio cunicolo a volta, in mattoni, che serviva a scaricare l’acqua della Piazza nell’Oglio. Il terriccio portato da questo canale ha riempito lo spazio fra i piloni che sostengono l’arco e che sono ormai invisibili. Sono invece
chiaramente individuabili le pietre che fanno da base all’arco e, come nelle altre arcate, i punti dove furono appoggiati i sostegni delle volte.

Nel proseguire lo scavo verso la Piazza non sono emersi altri manufatti consentendo di ritenere definitivamente chiusa l’ipotesi che di archi interrati ve ne fossero due.

Ponte e xenodochio strettamente legati

Nella descrizione del 1492 si legge che il ponte era difeso da due fortezze, come si vede dal disegno qui riprodotto. Ponte e ospedale-ospizio per i viandanti e pellegrini, erano appoggiati l’uno all’altro. Solo che lo xenodochio era sorto nell’anno 876, quando il ponte aveva già 500 anni. Durante i lavori, iniziati nel 1495, per trasformare l’antico edificio in osteria e alloggiamento per i soldati, con stalle e cucine sotto un porticato rivolto verso l’Oglio, fu demolito il complesso del torrazzo e si inglobò l’ultimo pilone. Si risparmiò l’arco per garantire lo scarico a fiume delle acque della Piazza del Mercato.

(continua…)

di Francesco Ghidotti

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