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20 agosto 2018

VITA DI CONDOMINIO: “Rumori molesti”


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Vi siete mai svegliati nel cuore della notte sentendo la lavatrice della vicina che centrifuga e pare non finire mai?
Oppure il televisore dell’inquilino del piano di sotto che ha il volume a tutto spiano perché lui non ci sente bene dal bagno?
Oppure i condomini del piano di sopra che non fanno mistero delle loro effusioni?

Non ci sarebbe nulla di particolare in un mondo perfetto, magari basterebbe far concludere un buon contratto per l’energia elettrica alla “lavandaia” rumorosa, portare il vicino duro d’orecchi da un buon otorino e fargli provare la gioia di un apparecchio acustico, e… ai vicini focosi cercare di far contemplare altri piacere, tipo la buona tavola.

Naturalmente scherzo.

L’articolo 659, primo comma, del codice penale, espressamente punisce “chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino ad euro 309”.

Non è semplice dar corpo a questa e altre normative che ci parlano di questo problema.
Bisogna innanzitutto dare una forma a questo disturbo, bisogna che ci siano più persone interessate dallo stesso disagio, bisogna dare un’attribuzione di senso alle molestie rumorose.

Le campane di una chiesa di paese talvolta infastidiscono a tal punto gli abitanti che pongono in essere un’azione legale, altre volte no. Alcune volte il Giudice le lega altre volte respinge la domanda.
La legge purtroppo è piena di interpretazioni, e non è cosi facile applicarla o farla applicare.

In aiuto ci viene il regolamento di condominio.
In questo ci possono essere degli orari di quiete, e degli orari in cui le persone posso far funzionare elettrodomestici, dare feste o comunque avere un po’ più di libertà. In altri casi, vengono in aiuto le normative comunali, soprattutto quando si parla di esercizi pubblici.

Sicuramente una valida azione è far fronte comune con altre famiglie interessate dallo stesso disturbo. Più persone vengono interessate dal disagio più sarà alta la probabilità.
Ma la migliore delle linee da tenere in qualsiasi caso è il buon senso. Talvolta bussare, o suonare un campanello e parlare con cortesia e educazione può comporre qualsiasi attrito.
E se proprio non si riesce… bhè, bisognerà armarsi di santa pazienza e affrontare una procedura non proprio semplice.

a cura di Mara Verzeletti

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