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21 settembre 2018

Qualcosa da leggere in estate


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L’estate è stagione, per chi può, di vacanze e di relax. Pare, dicono quelli che sanno tipo i giornalisti del tg-fuffa, che si abbia quel filo di tempo in più per leggere.
Metti che vai in ferie.
Metti che vai in un qualsiasi luogo ameno.
Metti che fai mente locale e ti dici ah, ho dimenticato la crema solare.
O il dentifricio.
O il cappellino di paglia.
Metti che vai in uno di quei bazaar da turista che espone le cartoline i souvenir uno più brutto dell’altro, i giornali e i libri (tutte cose che uno adopera giustappunto perché è in ferie e deve far passare il tempo).
Ok, ci siamo.
Un libro, ecco cosa ci vuole.
A ‘sto punto o ti butti sul giallo classic o sul best-seller: si avviano pigramente le prime dieci pagine e poi finisce con l’impolverarsi sopra qualche mensola.
Perché hai preso su il costumino e il telomare o lo scarpone da trekking e il paille, ma non ti è mica venuto in mente di stivare nella borsa da viaggio un libro e hai semplicemente comprato una roba che non fa per te.
Non c’è problema.
Puoi evitare la lettura anche in vacanza, si vive bene istess.
Ma se per caso avessi una mezza idea di leggere qualcosa io ti metterei qua sotto una serie di titoli, senza impegno, alle volte ti servisse uno spunto. Si sa mai.

1)Categoria facileCome diventare buoni, Nick Hornby. Lettura utile per chi ha problemi di coppia e, in seconda battuta a chi, in questi tempi di profughi, rifugiati e fuggitivi ha esclamato: si si tutti bravi ma prova te a prenderti in casa uno straniero e poi vediamo.

2)Categoria meno facile ma più gustosoQuel fantastico giovedì, John Steinbeck. Dedicato a chi ama i classici, la letteratura americana, la birra, le storie divertenti e non banali, la gente stramba e via discorrendo (nota: il personaggio di Doc, realmente esistito, è stupendo).

3)Categoria se non sai cos’è il baseball difficilissimoIl migliore, Bernard Malamoud. Dedicato a chi vuole leggere la storia di un eroe un po’ vincente e molto perdente, americana e amara. Ennesimo libro da cui è stato tratto un film, pota pace.

4)Categoria grottesco, acuto, un tantino snob ma ci staStanno uccidendo i notai, Remo Bassetti. Dedicato a chi ha detto almeno una volta nella vita: se rinasco faccio anche io il notaio che fa due firme e guadagna un botto di soldi. Inoltre, dedicato a chi non fa di tutta l’erba un fascio.

5)Categoria adolescenza inquieta che però ha il suo perchéJack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi. Dedicato a quelli che hanno dichiarato e magari si son pure convinti che è vero: ah mio figlio non faccio per dire ma non lo farebbe mai. Ma soprattutto dedicato a quelli che sono usciti dal gruppo perché ragionano con il loro, di cervello.

6)Categoria non me la tiro e voglio farmi quattro risateGiù al nord, Antonio Albanese. Dedicato a chi pensa che in fondo viviamo nel migliore paese del mondo perchè guarda noi parliamo parliamo ma l’Italia insomma eh. Ma anche no.

7)Categoria classico che a scuola due palle leggerlo invece dopo guarda te che belloIl fu Mattia Pascal, Luigi Pirandello. Dedicato a chi ha avuto voglia a un certo bel momento della vita di sparire dalla circolazione, cambiare tutto, puf.

8)Categoria stralunata stravagante delirante e accattivante. Zazie nel metrò, Raymond Queneau. Dedicato a chi ha bisogno di leggere qualcosa di differente, non banale.

9)Categoria ho visto il film ma mi manca il libroLa valle dell’Eden, John Steinbeck (si capisce che attualmente è il mio autore preferito?). Dedicato a chi ha vacanze lunghe perché trattasi di mattonazzo.

E buona estate a chi parte, chi resta e chi ha ben altro da fare che leggere.

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