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17 luglio 2018

Il Settecento a Mura, a cura di Francesco Ghidotti


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Ci siamo lasciati il 24 aprile scorso. Riprendo ora il racconto facendolo precedere dall’elenco delle pagine che avete potuto leggere.

SOMMARIO
– A tu per tu col vecchio ponte
– Testimoni di pietra
-Racconto dell’anno 1483
-Ritrovato il quinto arco del ponte
-La fossetta
-Ponte e xenodochio strettamente legati
-Perché siamo qui a fare la guardia
-Pagare il pedaggio-
Perché la nostra quadra è chiamata Mura

PAUSE
Dalle carte contenute nel Memoriale-Mura all’inizio del Seicento-Il Piccinino bombarda la Rocha Magna-11 maggio 1465. Il comune ordina un’esemplare punizione-Al porto di Mura

IL SETTECENTO COMINCIA COSI’

In un foglio volante di casa Omboni, si trova scritto:

Adì 29 maggio 1701

“Faccio memoria siccome è venutta l’armata del Stato di Milano a fare campo sulla campagna di Telgate, soldati in numero di 8000 et vi è stati sino il dì 2 agosto et poi hanno levato il campo et sono andati alla volta de Verona et poi è venuta l’armata francesa et hanno impienito tutta Palazzolo de soldaria, et vi è stati qualche tempo et poi si è levati ancora questi, si è portati alla volta di Canonica et sotto a Cremona et vi ha occupato tutto il cremonese; questo fu il 27 agosto sino al primo di settembre et poi sono venuta l’armata todesca et vi è statta in Palazzolo sino al 22 novembre, hanno fatto il male sul Bresciano con mortalità di gente et a Palazzolo non, vi ha fatto quel male che hanno fatto nelle terre delle Basse; vi erano piantati forni 24 di larghezza brazza 9 in ogni parte, piantati nel Palazzo, et poi 7 nel Salnitro et parte nel Ostero et più il campo di todeschi erano a Santo Rocco nelli campi dell’ill.mo sig. Giulio Duranti et al Boscolevato, tenevano da Palazzolo sino al sopradetto Boscolevato, di più non si raccoglie quasi niente per la grande quantità de bovi, cavalli che fece mangiare, tutto forachiato, tutta la campagna: melgone, meliga, miglio et tutto ciò che si ritrova in campagna; robbato tuti li loghi dei massari quanto aveva in casa, masato tutti li animali, la maggior parte temporali (porci) et quanto potyeca chiappare; la soldaria era sino sulla porta della chiesa parochiale con i cavalli; basta dire che non si sapeva dove mettere un piede che si folavano addosso ai cavalli. Il vino sel vendeva fino a filippi tre e mezzo alla zerla adaquato e quel guasto fino lire venti la zerla” .

Sempre l’Omboni ricorda che

“Lì 27 dicembre 1704. Il giorno di S. Giovanni Evangelista venne l’armata francese a viva forza, venne in Palazzolo, cominciò a cannonare nella porta di Mura e poi appiccò il fuoco nel portone per voler venire colla forza nel paese, restarono morti due soldati levantini e un colonnello francese giovane di 22 anni e poi restò morto uno di Palazzolo, aveva nome Faustino Zanotto, per non stimare la vita sparò un’archibugiata contro seimila francesi dalla porta dell’osteria del comune in Piazza.

I Muraschi contro l’esercito francese

Nelle sue “Memorie patrie” don Vincenzo Rosa scrive:

“Nel 1704, il dì 28 dicembre vennero di nuovo i Francesi, ma nell’avvicinarsi che fece il campo francese alla porta di Mura, i terrieri la chiusero e, sonando campane a martello, s’invitavano l’un l’altro a difendere la Patria coraggiosamente. Perloché questi poveri ignoranti dei nostri vecchi andarono i più coraggiosi chi con fucili, chi con pistolotti e schioppette nella contrada di Mura scortati da circa 30 soldati veneti che stavano di presidio. Ve n’erano persino di quelli armati di raschi o forche e d‘altri istrumenti agresti. Così riempivano tutta la contrada e si andavano incoraggiando ed esortando ad una coraggiosa difesa. Giunsero i Francesi e trovando chiusa la porta ed un ostinato contrasto, fecero sapere che sarebbero venuti da ogni parte fuorché dalla porta stessa. Perciò i nostri avi resi più saggi capitolarono e che i Francesi entrassero nella terra ma che non si usassero violenze né da una parte né dall’altra.
Così fu aperta la porta ed i nostri, sia per far mostra di sé medesimi, sia perchè pensassero di dar prova della soggezione si sfilarono lungo i muri dell’una parte e dall’altra della strada e fecero passare i Francesi nel mezzo. Tutto il resto del paese era sull’armi laonde qualcuno in Piazza che non erasi portato a Mura e che non aveva sentita la resa e la capitolazione, vedendo comparire la truppa francese sul Ponte dell’Ollio credette espugnata Mura ed uccisi tutti i difensori. Perlocché preso dal furor di vendetta o dalla disperazione tirò un colpo di fucile contro la stessa truppa e gettò a terra un ufficiale condottiere della medesima”.

Francesco Ghidotti

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