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22 ottobre 2018

I tre anni che sconvolsero la vita dei Muraschi


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Il triennio 1797-1799

Sulla falsariga degli anni 1701-1796, racconto i tre anni che hanno sconvolto la vita dei Muraschi e di tutta Palazzolo utilizzando principalmente la Istoria del Pezzoni

1796- Fine della Repubblica Veneta

2 maggio, a due mesi esatti dalla travolgente campagna d’Italia, il generale ventinovenne Napoleone Bonaparte entra in Brescia, e da qui lancia un manifesto che ha in germe il successivo trattato di Campoformio, che segnerà la fine della Repubblica Veneta. Intanto Venezia rimane neutrale benché gli eserciti avversari si combattano sul suo territorio

10 maggio, questa mattina è passato l’Arciduca Ferdinando d’Austria,con la sua famiglia, fuggendo da Milano e diretto a Vienna

16 ottobre, i Francesi hanno preso possesso del fiume Oglio

6 dicembre, 180 soldati napoletani si sono distribuiti nelle osterie, nell’ospedale e nella chiesa della SS.Trinità.

27 dicembre,il congresso di Reggio proclama la Repubblica Cisalpina e a Milano si forma una legione lombarda col tricolore bianco, rosso, verde

1797 L’Alba della Rivoluzione

14 marzo, martedì ,oggi i sigg.nobili bergamaschi si sono ribellati alla nostra buona repubblica ed hanno messa la coccarda francese; hanno cacciato via il Capitano, vice podestà, fanteria e cavalleria ed hanno messi in piazza vari cannoni

16 marzo, giovedì, oggi sono arrivati li soldati che erano a Bergamo e partono dimani per Brescia. Dicesi che li suddetti nobili bergamaschi sieno andati dal Vescovo e con armi alla mano lo hanno fatto giurar fedeltà alla Repubblica Francese

17 marzo, venerdì, dicesi che gieri molti giacobini (tali si chiamano i partitanti francesi) con suoni di istromenti musicali hanno piantato l’albero della libertà (o per meglio dire della eterna schiavitù)

18 marzo, sabbato, di primo mattino 120 Bergamaschi a piedi e 40 a cavallo, armati e con due cannoni, passano da Palazzolo per Brescia. A Palazzolo le campane suonano a stormo per annunciare l’alba della rivoluzione

19 marzo, domenica, sono passati nella scorsa notte molti Bergamaschi e Ferraresi e Francesi armati, i quali hanno distrutte tutte le armi di S.Marco, sono entrati in Brescia senza resistenza veruna,giacché anche colà eravi disseminato il piano della rivoluzione, dovunque passava vogliono piantare l’albero della libertà. Il vescovo di Bergamo uno anch’esso dei ribelli della sua patria, ha fatto affiggere una proclama a Palazzolo, colla quale esorta il popolo ad uniformarsi alla costituzione francese. Il generale della rivoluzione bergamasca ha fatto affiggere un consimile proclama, ed ha diminuito (per adescare gli incauti) il prezzo del sale e del tabacco. Questa sera è passato per recarsi a Brescia, Verona e Peschiera

21 marzo, martedì, questa mattina sono ritornati i Bergamaschi che erano andati a Brescia, Verona, Padova, le quali città tutte si sono ribellate al nostro principe e si sono messe sotto la protezione dei Francesi. Sono pure passati sulla sera 150 Francesi diretti a Bergamo

23 marzo, giovedì, questa mattina sono state affisse varie proclame, in una delle quali eranvi i nomi di quelli che osarono tradire anche la nostra patria e questi sono: don Lellio Conti, don Giovanni Battista Casagrande, il sig.Cedonio Muzio, il sig.Andrea Costa, il sig.Bonafino Conti, il sig.Giuseppe Torre con i suoi due figli Vincenzo e Luigi, li due fratelli Luigi e Giuseppe Prestini, Felice Pighetti e giurarono a Dio di non riconoscere per altro sovrano che il popolo di Brescia.Il presidente di Brescia è il sig.Soardi. Il nuovo governo comanda che ogni individuo porti sul cappello la coccarda di tre colori bianca, rossa e verde

4 aprile, ieri notte alcuni scioperati delle Calcine e della Riva andarono per il paese vagando e insultando varie persone del partito francese. Questa mattina sono venuti da Bergamo per Brescia soldati francesi di cavalleria e hanno fatto un poco di saccheggio alle case dei suddetti vagabondi. Dopo pranzo poi vennero molti uomini armati di Coccaglio, di Chiari e di Rovato i quali uniti ad alcuni di Palazzolo diedero il sacco alle famiglie Torre, Prestini e Schivardi

15 aprile, è venuto un picchetto francese a far la guardia ai nobili e a levare tutte le armi dell’imperatore e le insegne di S.Marco

26 aprile, mercoledì, dicesi che siasi conchiusa la pace tra i Francesi e l’imperatore. In piazza grande fu innalzato l’albero della libertà tra canti e suoni musicali, e li evviva di tutto il popolo

1 maggio, lunedì, oggi sono stati atterrati tutti gli stemmi anche dai banchi della chiesa nuova, le armi da tutti i palazzi e luoghi pubblici e privati, tutti si chiamano cittadini, sono vietate le vesti dei preti, spogliazione delle chiese

14 giugno, sottomissione al sovrano popolo di Brescia. Sono stati eletti per giudice il cittadino Vincenzo Torre, municipalisti i cittadini don GB.Casagrandi, A.Persevalli, G.Prestini, dott.Masa, Antonio Manenti, per presidente l’arciprete

28 luglio ,sabbato, li Bergamaschi hanno pubblicato una proclama con la quale dicono che la quadra di Mura resta unita al dominio di Bergamo ovvero alla Repubblica Cisalpina, ma gli abitanti vogliono star uniti al governo provvisorio di Brescia.

12 agosto,gieri sono venuti alcuni commissari della Repubblica Cisalpina a prender possesso di Mura ed hanno posto delle guardie per il dazio onde far pagare le mercanzie che passano sul ponte dell’Oglio

17 ottobre, tra Napoleone a l’Austria si firma il trattato di Campoformio per il quale la Repubblica Veneta è finita passando sotto l’Austria, fatta eccezione delle provincie lombarde, occupate dai Francesi. Un sentimento di inquietudine colpisce i giacobini bresciani che temono il tramonto della loro repubblica

3 novembre, chiusa la Disciplina del Gonfalone e l’oratorio del suffragio di Mura -sospese le cappellanie e i luoghi pii

20 novembre, Proclamazione della Repubblica Cisalpina cha durerà fino al 20 aprile 1799. La Repubblica Bresciana entra a far pare della Cisalpina

30 novembre, la municipalità è andata a Mura a prender di nuovo possesso. Si noti che era divisa dal rimanente del paese soltanto in ciò che riguardava ai dazi

1798 I GIOVANI SONO CHIAMATI ALLE ARMI

13 genaro, sabbato, li Cisalpini di Mura hanno ricusato di andare in Piazza a montare la guardia, sino a quando non hanno levato il dazio a Mura

7 febbraio, mercoledì,i nostri giacobini hanno impiantato un altro albero della libertà ed uguaglianza di paghera verde, perché sperano che abbia a germogliare

11 marzo, domenica,sono pubblicate varie proclame e ve n’è una che intima la pena di 10 anni di lavori pubblici a chi userà il minimo danno all’albero della libertà ed uguaglianza, come a tutti quelli che faranno discorsi in lode dell’imperatore

28 dicembre, è stato pubblicato un ordine che comanda di fare una coscrizione di giovani dell’età dei 18 ai 26 anni per spedirli all’armata senza eccezione

1799 SCONTRO FRA FRANCESI E AUSTRO-RUSSI

6 febraio, li Francesi non lasciano più venire il corriere da Venezia. Molti dei giovani requisiti disertano

21 febraio, giovedì, è venuto un ordine da Milano che intima l’incanto di tutti i beni comunali, l’affrancazione di tutti i capitali delle cappellanie e pii luoghi; proibisce la questua anche nella parrocchiale stessa. I beni che possedeva il comune erano tutti i molini, il locale in piazza detto il Quartiere, il pedaggio del fiume Oglio, la pesa, alcuni campi ed altri luoghi

14 aprile, domenica, sono venuti da Brescia 3500 francesi e sono alloggiati parte nella vecchia parrocchiale, in S.Antonio, in S.Rocco, a S.Sebastiano, a S.Giovanni, parte nel nuovo ospitale, in casa Zamara e Duranti. Li contadini somministrano la paglia. Si aspettano i Tedeschi ed i Russi.

15 aprile, lunedì, fuori di S.Giovanni sulla via del Cividino nei campi detti la Torre, i Francesi hanno fatto un campo di guerra con alcuni cannoni.

16 aprile, martedì, Francesi che vanno e vengono. Sono stati condotti alcuni pezzi d’artiglieria alla SS.Trinità per mettersi i difesa. I Francesi hanno saccheggiate alcune case di contadini.

18 aprile, giovedì, sono arrivati altri Francesi. Vi sono circa 9000 francesi in tutto,anche nella nuova parrocchiale si fece un quartiere e si portò il SS.Sacramento nella sacristia a monte.

21 aprile, domenica, sentesi lo sbarro del cannone verso Brescia, onde si può congetturare non esser molto lungi i Tedeschi. La nostra truppa è partita con i cannoni verso Coccaglio. Tutto il paese è nella più grande costernazione vedendosi vicina una guerra, che da tanto tempo non vi erano avessi. E’ inutile spiegare la penuria estrema in cui si trova

22 aprile lunedì, pioggia nella passata notte. Gran giorno. I nostri giacobini invece di star qui a difendere la patria, hanno preso partito dei più vili e se ne sono fuggiti. Vincenzo e Luigi Torre, li fratelli Prestini, il Costa i Schivardi, Paolo Brescianini, Bernardo Morandi, il chirurgo Marussi, don Giovanni Battista Casagrandi. E’ arrivata altra truppa francese in Palazzolo. Oggi credo alle 21 è stata atterrata una arcata di mezzo del ponte dell’Ollio, e vi sono caduti alcuni del paese e francesi, i quali in parte sono annegati perché l’Ollio era grosso. Molta gente vi era a questa funzione, e massime Bergamaschi che tutti i giorni venivano a Palazzolo per vedere se erano venuti i Tedeschi ed i Russi. Sul far della sera hanno fatta una piccola battaglia a S.Giovanni i Francesi, con i Tedeschi che venivano da Sarnico. Si è anche udita qualche cannonata; sono rimasti uccisi 40 Francesi

23 aprile, martedì, grande cannonamento tra Francesi dalla parte di Mura e i Tedeschi a Riva. I Francesi di tanti che erano stavano sulla strada a dormire. Sul far della sera credo che i Francesi abbiano battuta la ritirata precipitosa. I Russi avevano ideato di abbruciar Mura, perché vedevano molti uomini sul ponte, e non erano che Bergamaschi che in folla erano venuti per vedere i Tedeschi. I Francesi avevano condotti dei cannoni alla Croce di Bergamo ove facevano fuoco

24 aprile, mercoledì, arrivano sempre nuovi Tedeschi e Russi. Per passare il ponte misero alcune scale e sopra alcune assa e così alcuni vennero a Mura a saccheggiarla, intanto si stava preparando un ponte di legno per poter far passare il rimanente della truppa con il seguito dei cannoni e carriaggi.

28 aprile, domenica,solennità del SS.Crocifisso per la ottenuta liberazione dai giacobini e Francesi che avevano quasi distrutto la santa religione ed in ringraziamento che ci ha liberati dai minacciosi pericoli che ci soprastavano, massime quando il tutto era disposto per abbruciare Mura, perché oltre al motivo su riferito, dicevano che quelli abitanti erano quasi tutti giacobini; non dico tutti, ma la più parte erano di Mura

30 aprile, martedì,gli abitanti sono rimasti assai scontenti dell’operar dei Russi e Tedeschi, li desideravano di tutto cuore, ma non s’aspettavano mai tante barbarie. Mi scordai di notare che nel giorno 24 arrivati i Tedeschi in Piazza abbruciarono l’albero della libertà ed eguaglianza immaginaria e vi sostituirono invece una croce adornata a martello.

Francesco Ghidotti

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