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19 novembre 2018

A settembre Workshop di Mindfulness


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Le persone che conosco che hanno accolto stabilmente nelle loro vite la pratica della Mindfulness, ricordano molto nettamente che cosa le abbia condotte a questa decisione, quale fosse il loro umore e quali circostanze della vita erano presenti al momento di iniziare. Anche per me è così. La topologia emotiva del momento in cui si inizia, o del momento in cui ci si è accorti di volersi connettere con se stessi in questo modo, è intensa e strettamente personale per ognuno di noi. Con il workshop sulla pratica della Mindfulness organizzato dall’Associazione Club di Palazzolo Sull’Oglio vorrei proprio dare un’infarinatura di cosa è la Mindfulness, così che poi ognuno possa provare a praticarla anche autonomamente a casa propria o nei luoghi dove ritiene opportuno.
Il momento in cui si decide di interrompere di proposito tutte le attività rivolte all’esterno e, anche solo come esperimento, ci si siede o ci si sdraia per aprirsi all’interiorità, senza nessun altro impegno che non sia l’essere presenti al dispiegarsi degli attimi, è davvero un momento speciale. E potrebbe anche essere la vostra prima volta da quando siete adulti. Alla base della tecnica della Mindfulness c’è il respiro. Proviamo a respirare insieme in gruppo. Lo diamo sempre per scontato, fin quando magari ci capita un brutto raffreddore o per un motivo o per un altro non riusciamo a respirare bene. Allora tutto d’un tratto il respiro può diventare la cosa più importante del mondo. La nostra vita dipende dal respiro. Il nostro respiro diventa così, entrando ed uscendo dal nostro corpo in modo “ritmico”, perfettamente adatto per essere preso come primo oggetto di attenzione, per portarci dentro il nostro momento presente. Mi sembra importante fare anche una precisazione, coltivare la Mindfulness non è facile, non si tratta di una tecnica di semplice relax, ma può diventare un lavoro molto faticoso e difficile. Riuscire a crescere fino alla pienezza di ciò che in effetti già siamo è la sfida della vita per ogni essere umano. Potremmo qui dire che la Mindfulness è una tecnica che ci porta ad essere attenti, in modo intenzionale e senza pregiudizi, al momento presente. La Mindfulness, lo ricordo agli scettici, viene utilizzata nel campo della salute e della cura delle malattie con un numero sempre crescente di studi evidence-based e scoperte da oltre trent’anni, da quando cioè è stata fondata la Clinica per la riduzione dello stress ed è stato messo a punto, nel 1979, il programma MBSR presso il Medical Center dell’Università del Massachusetts. Viene spesso descritta come il cuore della meditazione buddhista, ciononostante praticare la Mindfulness non è un’attività buddhista, poichè è un’attività universale in quanto l’attenzione e la consapevolezza sono qualità innate in ognuno di noi. Per un principiante è molto importante aver chiaro fin dall’inizio che meditare vuol dire “fare amicizia” con i propri pensieri, lasciare che la consapevolezza li contenga gentilmente, qualunque siano i contenuti presenti in un determinato momento. Meditare quindi non vuol dire scacciare via i pensieri o cercare per forza di cambiarli, ma semplicemente inizialmente osservarli ed ascoltarli per averli più chiari dentro di sè, rivolgendoci a loro con curiosità ed a volte anche meraviglia. Rendersi conto che non bisogna prendere i pensieri come una faccenda personale, per esempio legarli ad un vissuto di colpa o di inferiorità, di qualsiasi natura siano, questo è già un grande passo per riuscire ad affermare la propria vita e riuscire a vivere in un migliore equilibrio con gli altri.
Non è forse vero che tendiamo a fare esperienza dei nostri sentimenti e pensieri come se fossero fatti oggettivi, pur intuendo nel profondo che non è così’? Siamo così marcatamente condizionati dalle nostre consuete modalità di pensare che non riusciamo più a riconoscere che i pensieri sono solo pensieri e vanno considerati tali. Tutto dipende da come noi ci relazioniamo con essi e la Mindfulness ci aiuta proprio in questo.
Vi aspetto per sperimentare questa nuova prospettiva. Per informazioni ed iscrizioni al workshop, rivolgersi all’Associazione Il Club di Palazzolo.
Dr Francesco Bocci
Psicologo Psicoterapeuta
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