Vai a…
RSS Feed

18 dicembre 2018

Palazzolo, come e perché cadde un arco del ponte


Facebooktwittergoogle_plusmail

“Oggi credo alle 21 è stata atterrata una arcata di mezzo del ponte dell’Ollio, e vi sono caduti alcuni del paese e Francesi, i quali in parte sono annegati perché l’Ollio era grosso”. Così il Pezzoni aveva sintetizzato l’evento della caduta dell’arco centrale del ponte sul fiume.

Ma come erano andate veramente le cose?

In un documento del 1846 trovo scritto: “Nel 1799 i Francesi per ritardare il passaggio degli Austro-Russi tagliarono nel mezzo una delle quattro arcate, ma dopo che furono passate le due armate il Comune ristabilì la comunicazione mediante assi e travi al luogo interrotto restando il resto del ponte nella sua integrità”.

Ho cercato di rispondere così al quesito posto nel titolo. Ora eccovi due versioni diverse dell’accaduto: la prima nel Catastico dell’estimo 1799, conservato in un registro dell’Archivio di Stato di Brescia

“Il giorno 10 aprile s’accantonò una truppa francese al numero di dieci milla, parte cavalleria e parte fanteria, quale fu alloggiata parte nelle case de’ particolari e parte nelle chiese e luoghi di questo Comune e per sino nella nuova parrocchiale:……sino al giorno 22 aprile, nel qual giorno la truppa stessa, dopo la visita generale di detta truppa fatta dal general in capo Sevaner, che seguì sopra lo stradone di Brescia tra Coccaglio e Palazzolo, prese la marcia e si ritirò alla destra del fiume Oglio, cioé nella Quadra di Mura e sopra la ripa così detta della strada del Cividino; ivi misero il campo dell’artiglieria e nel giorno stesso, dopo la ritirata, tagliarono il ponte del fiume con grande sorpresa di tutti gli abitanti, quale per mala incertezza dell’ingener francese cadde precipitosamente l’arcata restando così sommersi nell’acque, quali erano ingrossate assai, tutti quelli che lavoravano sopra detta arcata, con cinque persone di questa terra quali stavano astanti, come pure l’ingener medesimo che fu ritrovato a Pontoglio dopo alcuni giorni; dopo cascato il ponte fecero un piccol ponte di legno per il passaggio de’ picchetti che stavano al posto alla sinistra cioé un picchetto al Maglio sul stradone di Brescia, un altro sulla strada delle Calcine ed un altro alla porta del Paese aspettando il nemico per avvisar il campo dell’armata..”

La seconda nel libro dei morti dell’Archivio parrocchiale:

In tempo di guerra.
Lì 22 aprile
“Essendosi ritirata l’armata francese di là del fiume Oglio molto gonfio, ruppe l’arco di mezzo il quale cadde all’improvviso intieramente prima che se n’avvedessero quelli che travagliavano, e che vi stavano sopra; onde tutti precipitarono nel fiume, alcuni furono tratti fuori vivi,e parecchi sono periti, cioè Carlo Vavassori, detto Scagnino, Giuseppe Ribolla da Cevo, falegname, il sig.Angelo Gorini e Francesco Corsini detto Luca, tutti di Palazzolo;così si crede anco Giovanni Maria Redoglio,giacchè da quel giorno in poi non se n’ha avuta notizia veruna. Nella sera stessa principiò l’attacco ed il canonamento tra l’armata Austriaca-Russa e da quella dei Francesi dalla parte della quadra di Mura e durò per tutto il giorno seguente, dopo il quale si ritirò l’armata francese parte all’Adda e parte a Bergamo. In tutto questo combattimento fortunatamente non è stato ucciso ne ferito alcuno di Palazzolo, bensì parecchi Austriaci ed ancor più Francesi,oltre i periti nella caduta del ponte dè quali non sappiamo né il numero preciso né il nome…

Dopo questo evento il ponte si presentava così, come venne disegnato dall’ing.Carlo Donegani nel 1808.

Francesco Ghidotti

Altre storie daPalazzolo