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21 settembre 2018

Il senso del cibo, o, i sensi del cibo?


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In occasione di Expo 2015, venerdì 9 ottobre 2015, nella Giornata Mondiale per la Salute Mentale, siete tutti invitati ad un’interessante iniziativa sul connubio Cibo e Psiche. Lo scopo di questa Giornata, come oggi anno, è promuovere la sensibilizzazione alla salute mentale, combattendo pregiudizi verso la malattia mentale e il disagio. Per questo motivo sono proposti eventi come stimolo al benessere personale e sociale. Quest’anno, ispirata all’Esposizione Universale, parte dell’iniziativa sarà dedicata a una riflessione sulla nostra percezione e saranno stimolati tutti 5 i sensi in un’esperienza di degustazione.

L’idea nasce da questa considerazione: negli ultimi anni la preoccupazione per il corpo è un chiodo fisso della società. Pensiamo, parliamo, ci preoccupiamo moltissimo del nostro corpo e spesso ci sentiamo inadeguati.

“non mi sento in forma”, “mi vedo grasso”, “non mi piaccio”

sono frasi sulla bocca di tutti. In effetti, il corpo ha un profondo significato per tutti noi: è il centro della nostra identità psicologica, e come tale, ci rappresenta. Comunichiamo col nostro corpo, siamo il nostro corpo.

Tuttavia non dobbiamo dimenticare che l’immagine corporea è un’esperienza soggettiva. E’ un’immagine mentale, una struttura articolata che abbraccia il corpo e le sue percezioni. Percezioni che arrivano dalla superficie corporea: sensazioni tattili, termiche e dolorose; dai muscoli: informazioni cinestetiche e anche dagli organi interni.

Non dobbiamo neanche dimenticare che questo schema è labile, mutevole, oggetto di continua ricomposizione e variazioni, sia per le percezioni che rileviamo sia per le emozioni che proviamo. Esse infatti incidono sull’immagine corporea, che cambia a seconda del nostro stato d’animo.

Noi viviamo gran parte delle nostre emozioni dentro e attraverso il corpo, e talvolta è difficile distinguere tra quello che è il risultato transitorio delle nostre emozioni e quello è il nostro corpo permanente. Le emozioni finiscono per costituire parte di ogni normale esperienza umana e giocano un ruolo importante nella percezione di molte sensazioni. Ad esempio, la sensazione di fame, fisiologica, è spesso confusa con la smania di cibo, che ha connotazioni emotive. In questo caso mangiare è un modo per anestetizzare sentimenti troppo intensi (angoscia, depressione, rabbia, noia, solitudine, felicità, sorpresa).

La capacità di riconoscere sensazioni corporee quali la “fame”, che corrisponde a un bisogno fondamentale dell’organismo, proprio dell’uomo, ma per distinguerle in modo adeguato è necessario ascoltarsi.

Venerdì 9 ottobre, voglio proporre un esercizio per riascoltare le sensazioni primarie date dai nostri cinque sensi: riassaporeremo il piacere e la sorpresa di apprezzare il cibo attraverso la vista, il tatto, l’udito, l’olfatto e solo alla fine il gusto. Sarà un’esperienza emozionale vissuta degustando… non voglio svelare cosa!

Il tutto sarà preceduto da un aperitivo di benvenuto e a seguire un buffet conviviale! Vi aspetto numerosi!

Dott.ssa Volpi Simona, Psicologa-Psicoterapeuta

Sulla locandina allegata tutti i dettagli.

Schermata 2015-09-30 alle 15.33.00

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