Mettiamo in gioco i sensi

Iseo (di Carmine Palumbo) – “Mens sana in corpore sano” dicevano i latini, ed una delle poche strade che porta ad avere una mente sana in un corpo sano è la via dell’alimentazione. Un’alimentazione intesa come nutrimento del corpo e dell’anima. Su questo argomento, venerdì scorso in occasione della Giornata mondiale per la salute mentale, si è tenuto un evento tanto affascinante quanto suggestivo intitolato “Il senso del cibo”.

Nella tranquilla Cascina Clarabella di Iseo, la Dottoressa Simona Volpi, psicologa e psicoterapeuta, ha coinvolto i circa cento presenti facendoli vivere un’esperienza a dir poco insolita. Dopo aver spiegato come il cibo può influenzare il nostro stato d’animo, il nostro modo di agire, di comportarci e di vivere, ed aver documentato come Il mantenimento del benessere psicologico, oltre che fisiologico, passa quindi anche da una sana alimentazione, contraddistinta da una dieta equilibrata e da cibi qualitativamente prescelti in base ai loro principi e valori nutrizionali, la psicologa ha dimostrato praticamente, tramite una sorta di gioco condiviso con i partecipanti, come tutti i cinque sensi intervengono, nel muovere sensazioni più o meno piacevoli e positive durante un pasto. La vista predispone l’organismo ad un’analisi dei componenti nutritivi con risposte fisiologiche a livello orale. L’olfatto modifica anche il senso del gusto e influenza le emozioni legate al ricordo. Invece il tatto ci permette di percepire la consistenza di un alimento, prendere il cibo con le mani anche quando si cucina permette di valutarne l’effettiva consistenza, portando poi a percepirla anche con le labbra, con la bocca, con la lingua. L’udito sembra non possa rientrare tra i sensi attivi nell’atto di mangiare e invece ci permette di percepire tutti i suoni che accompagnano il nutrimento. E per finire, il gusto è un’esperienza finale che abbraccia e amplifica tutti gli altri sensi.

Prendiamoci perciò il giusto tempo per preparare, creare, e mangiare il nostro pasto in armonia con noi stessi e con le persone che sono vicine a noi, ridiamo dunque spazio alla sacralità dell’atto del nutrirsi con tutti i sensi.