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12 novembre 2018

I gruppi d’incontro


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È terminata la scorsa settimana la prima proposta a Palazzolo di gruppo d’incontro promossa dall’Associazione Il Club. Il ciclo, 4 incontri con cadenza quindicinale, aveva avuto inizio a settembre. Colgo quindi l’occasione per presentare, a chi non ne avesse mai sentito parlare, questa particolare iniziativa:

Cos’è il gruppo d’incontro?

E’ un’esperienza di gruppo, finalizzata a incontrare se stessi attraverso l’incontro e il confronto con altre persone. Carl Rogers, fondatore dell’Approccio Centrato sulla Persona, coniò questo termine.

Il gruppo d’incontro non ha argomenti o temi preordinati e ciascuno è libero di scegliere cosa dire, quando dirlo e quanto parlare. Ciò che si ritiene significativo è la presenza autentica e responsabile delle persone che ne sono parte. Proprio per questo esso promuove la creazione di un clima di fiducia, crescita personale, autoregolazione emotiva, potere personale, capacità di contatto ed espressione dei propri sentimenti, attivazione delle proprie risorse più creative e vitali. Tale processo viene facilitato dalla presenza di un professionista nell’ambito delle relazioni umane all’interno del gruppo.

La partecipazione al gruppo è regolata da poche regole, illustrate al primo incontro e che i partecipanti s’impegnano espressamente a rispettare. Esse servono per garantire il funzionamento del gruppo nel suo insieme e il senso di sicurezza per ogni partecipante. Tra queste regole vi è il raggiungimento di un minimo di 6 persone che garantisce la struttura di gruppo.

Cosa succede durante gli incontri?

Quando l’agevolatore chiarisce in apertura che il gruppo ha un’inconsueta libertà, che non è un gruppo della cui direzione egli sia responsabile, tende a manifestarsi un periodo di confusione iniziale, di silenzio imbarazzato, educate interazioni superficie […] nel periodo del girare a vuoto alcuni individui manifestano atteggiamenti piuttosto personali. Ciò tende a provocare una reazione estremamente ambivalente da parte degli altri membri del gruppo […] nonostante l’ambivalenza […] gran parte della discussione comincia ad essere dedicata all’espressione di sentimenti […] È abbastanza strano, ma la prima espressione di un sentimento autenticamente significativo provato “qui ed ora” tende ad estrinsecarsi in atteggiamenti negativi […] È uno dei modi migliori per saggiare la libertà l’affidamento del gruppo. È il gruppo realmente un luogo in cui io possa esprimermi, positivamente e negativamente? E’ realmente un posto sicuro o me la faranno pagare?

Così Rogers descrive nel libro “i gruppi di incontro“ (Rogers, 1970) l’iniziale processo che accompagna in modo caratteristico il gruppo e i suoi membri, seppur nell’unicità del gruppo e nella singolarità dei suoi membri.  Ogni partecipante vive quindi un’esperienza unica, espressiva, simbolica, potenzialmente significativa e per questo motivo valorosa.

Ringrazio i partecipanti a questo primo ciclo di incontri per il loro desiderio di incontrarsi, per il loro mettersi in gioco, per esserci stati, comunque e nonostante, con una presenza resistente! E rimando loro e chi vorrà al prossimo ciclo di incontri a gennaio.

Grazie di cuore

Simona Volpi, Psicologa-Psicoterapeuta

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