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16 novembre 2018

A MURA LA FABBRICHETTA MARZOLI, di Francesco Ghidotti


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Questa paginetta è dedicata ai 50 anni della scomparsa del cavaliere del lavoro Luigi Marzoli.

Lungo la contrada della Rocchetta, al civico 342 si trova una casa con piano terreno e superiore di proprietà di Cristoforo Marzoli di Bortolo, classe 1753, sposato con Prudenza Loda di Calcinate, da cui ebbe 13 figli, alcuni morti in tenera età.

Dalla strada si ode il battere del martello sull’incudine e l’odore di ferro bruciato. E’ la fabbrichetta dei Marzoli aperta nel 1806.

I presenti sono curiosi e interrogano Cristoforo, che ha appena superato la cinquantina. Egli, lascia gli strumenti che sta maneggiando e racconta:

“I Marzoli, da Adro, sono arrivati a Palazzolo alla metà del 16°secolo. Nell’elenco dei possidenti del 1565 figurano Bortolo,Giovanni e Antonio Marzoli. Nel 1579 don Pietro Marzoli di Adro è nominato prima canonico della nostra parrocchia, carica che ricoprirà sino al 1627, anno della sua morte. Mio padre Bortolo, scomparso da pochi anni, nel 1748 si era visto aumentare le tasse per aver sistemato questo fabbricato. Nel 1780 aveva acquistato da don G.Battista Morandi, un altro pezzo della casa, che era appartenuta a don Andrea Boschi”.

I presenti vogliono dettagli sulla sua attività e Cristoforo dice che aveva imparato la meccanica, quando era armaiolo nell’Imperial Regia marina austriaca.

“Nel 1806 ho avviato questa officina meccanica con fonderia per il bronzo. Io e i miei aiutanti produciamo anche candelieri in ottone, pompe per travasi, rubinetterie, pezzi di ricambio per i filatoi, per caldaie e macchine a vapore. Ci siamo specializzati in parti di macchine per la lavorazione della seta. Nel nostro magazzino conserviamo dei pezzi unici che ora vi farò vedere, sono sicuro che saranno conservate per gli anni a venire come articoli da museo. Ho due maschi Francesco che ha 28 anni, lavora con me e si é appena sposato con Oliva Masussi di Torbiato. Bortolo, che studia in seminario a Brescia, e cinque femmine, in tutto 9 persone”.

Dopo una rapida visita ai locali in cui continua l’attività lavorativa, Cristoforo saluta sicuro di aver presentato la sua “piccola officina meccanica di precisione”.

Francesco Ghidotti

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