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20 ottobre 2018

Palazzolo. Ancora più sostegno alle donne vittime di violenza. Ecco come


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Migliorare l’autonomia e la consapevolezza delle risorse personali delle donne vittime di violenza, diffondere nella popolazione la cultura del rispetto, favorire l’emersione di bisogni spesso celati e risposte concrete ad un territorio molto ampio, ma finora sprovvisto di adeguate strutture per l’ascolto e l’accoglienza di donne vittime di violenza. Questo l’obiettivo del nuovo progetto “Sicura Io, Sicuri Noi. Insieme possiamo farcela!”, ideato in continuità con l’analoga iniziativa promossa fin dal 2014 dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Palazzolo sull’Oglio, ma che si estenderà ora, ampliando anche l’offerta di servizi, agli ambiti distrettuali Montorfano (con Palazzolo sull’Oglio come Comune capofila) e Oglio Ovest (capofila Chiari), dove risiedono circa 160 mila persone.

30 mila euro il costo del progetto, finanziato per il 50% da risorse regionali nell’ambito del nuovo bando “Progettare la parità in Lombardia -2015”. Risorse destinate sia alla gestione, tramite l’associazione Rete di Daphne, dei due sportelli d’ascolto per donne vittime di violenza (a Palazzolo e Chiari), sia alla predisposizione di due “case rifugio” destinate all’accoglienza d’urgenza e di media durata (fino a 3 mesi) di donne vittime di violenza e dei loro figli. Il progetto prevede inoltre azioni di pubblicizzazione dell’iniziativa, l’organizzazione di eventi di formazione e sensibilizzazione della cittadinanza, l’attivazione di un numero di telefono dedicato alla problematica della violenza di genere attivo 7 giorni su 7, per accogliere richieste di informazione e d’aiuto, la garanzia di un supporto psicologico e legale mirato per le vittime accolte nelle strutture d’emergenza e la predisposizione di un progetto personalizzato finalizzato all’accompagnamento della donna fuori dalla situazione di violenza. Un percorso teso al raggiungimento dell’autonomia all’interno della rete sociale. Le attività di sostegno quotidiano, durante la permanenza nel luogo protetto, saranno fornite da educatori e volontarie, mentre quelle di supporto psicologico saranno garantite da due psicologhe che si alterneranno per due mattine e tre pomeriggi dal lunedì al venerdì.

Diverse le realtà e le associazioni di volontariato coinvolte nel progetto, oltre ai due Comuni capofila. L’Associazione “Rete di Daphne” si occuperà della gestione dello sportello di ascolto, della formazione delle volontarie impiegate e nel coordinamento degli operatori all’interno delle case di accoglienza, mentre “La porta amica” di Caritas ha già messo a disposizione gratuitamente gli spazi per lo sportello d’ascolto di Palazzolo (quello di Chiari sarà ospitato in un locale del Comune). L’associazione “Kuma – Volontari della cultura” si sta facendo carico dell’organizzazione delle iniziative culturali sottese al progetto e della predisposizione di materiale informativo, anche attraverso i canali social, mentre l’associazione “Donne e Costituzione” si occuperà dell’accompagnamento delle donne vittime di violenza (con l’inserimento tra l’altro nell’attività del “Mercatino delle donne di Marzo”) e della divulgazione dei risultati del progetto, anche attraverso l’organizzazione di esposizioni ed eventi culturali. Il 2 giugno in particolare, in occasione del 70esimo anniversario della Repubblica Italiana, sarà inaugurata a Palazzolo una mostra che darà spazio proprio alle conquiste sociali delle donne, a partire dal diritto di voto.

“Molteplici i servizi e le attività predisposte, in parte già avviate grazie ai contributi regionali ricevuti nel 2014 e soprattutto grazie alla fattiva collaborazione di tutte le realtà coinvolte nel primo progetto “Sicura Io, Sicuri Noi”, con l’obiettivo di dare risposte il più possibile immediate ed efficaci alle vittime – ha spiegato, presentando l’iniziativa in conferenza stampa, l’assessore alle pari opportunità del Comune di Palazzolo sull’Oglio, Nadia Valli -. Durante gli incontri pubblici organizzati nei mesi scorsi abbiamo registrato numerose testimonianze di donne vittime di violenza, che in quel contesto, oltre al loro malessere, hanno espresso una richiesta d’aiuto e abbiamo quindi intuito la necessità di ampliare e rafforzare la rete di servizi e di protezione a tutela delle vittime. Secondo quanto rilevano i Servizi Sociali – ha proseguito l’assessore Valli -, molte donne vivono situazioni di disagio che possono sfociare anche nella coercizione fisica o psicologica. Donne che difficilmente si rivolgono ai servizi istituzionali, ma che spesso si fidano e si lasciano avvicinare dalle associazioni di volontariato che operano sul territorio. Ci auguriamo quindi di riuscire con il nostro progetto ad intercettare anche questi bisogni e di contribuire nel contempo ad un’azione di educazione sociale”.

(fonte: comunicato stampa)

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