Vai a…

RSS Feed

24 settembre 2018

La mia prima esperienza di scrittore di storia locale, di Francesco Ghidotti


Facebooktwittergoogle_plusmail

Documenti dell’anno 1580

Interrompo i miei scritti sui Muraschi, perché vorrei parlare della mia prima esperienza di scrittore di storia locale.
Sono passati cinquant’anni dell’uscita del volumetto “La visita apostolica di S. Carlo Borromeo alla parrocchia di Palazzolo sull’Oglio”, che la Società Storica Palazzolese aveva fatto stampare a Brescia quale supplemento alla rivista Memorie illustri di Palazzolo per l’anno 1965.

Aveva accettato di presentarlo mons.Ottavio Cavalleri, scrittore dell’Archivio Segreto Vaticano a Roma. Egli scriveva: “E’ certo una fortuna per la città di Palazzolo essere stata in passato così direttamente interessata all’azione riformatrice di San Carlo per i grandi vantaggi spirituali derivati per secoli ai fedeli dell’antica importante parrocchia bresciana…” Motivo della scelta dell’argomento, le celebrazioni del IV° centenario dell’ingresso del Borromeo come nuovo Arcivescovo di Milano.

Avevo appena compiuto 34 anni e, chiamato a visitare una parente ricoverata in ospedale e Milano, nei ritagli di tempo fra un treno e l’altro, frequentavo l’Archivio della Curia arcivescovile di Milano, e grazie al direttore mons. Palestra e all’archivista P.Giorgio Figini mi fu consentito di ottenere le fotocopie dei verbali e decreti della visita.

Non fu facile la scelta di pubblicare i documenti, redatti in latino, con la versione in lingua italiana a fronte.

Ricordo che da bambino frequentavo la messa nella pieve e mi trovavo davanti un vecchio pulpito sul quale don Cremona aveva fatto collocare un cartiglio, scritto in latino, che ricordava come “qui era salito Carlo Borromeo per parlare e istruire nella dottrina cristiana i fedeli presenti”.

Già nel 1667 un cives palazzolese,Vincenzo Fenaroli, aveva fatto richiesta di copie dei documenti per risolvere divergenze all’interno della quadra di Mura.
Ancora oggi è visibile la colonnetta posta alle Calci che il visitatore raccomandò fossero collocate all’ingresso delle terre da lui visitate. Immagini di San Carlo compaiono nelle pale di altari a testimonianza del culto che Palazzolo dedicò al Borromeo.

Da ultimo, particolare non meno importante, ho dedicato queste pagine “Alla memoria di Mia Madre” scomparsa a soli 46 anni, nel 1956.

Francesco Ghidotti

Altre storie daDiario