Vai a…
RSS Feed

20 ottobre 2018

Il paese del Santo Crocifisso, di Sandro Cominardi


Facebooktwittergoogle_plusmail

Telgate: Paese del Santo Crocifisso. Scritto in bianco su sfondo marrone, subito sotto il classico cartello che delimita il territorio paesano. Scultura, quadro o affresco? Forse hanno scoperto un improbabile quadro del Cimabue. Più probabile un quadro del Moroni, nato nel 1522 presso il vicino paese di Albino.

Capisco che non è giusto scherzare su un ricordo storico, giustamente significativo per un territorio. Per questo chiedo venia. Ritengo però eccessivamente impegnativo dichiarare Telgate “Paese del Santo Crocifisso”.

Se la testimonianza di questa solenne consacrazione sta nelle panchine dissuasive poste nei parchi del paese, ancora una volta vado in confusione di identità religiosa. Per chi non le ha viste, queste panchine sono caratterizzate da un divisorio in metallo che impedisce ai poveri cristi di sdraiarsi.

In nome di Gesù Cristo, quello che sta lassù sul Santo Crocefisso, si impedisce ai suoi fratelli (i poveri cristi) di sdraiarsi tranquillamente qualora fossero stanchi, assonnati o semplicemente perché ne hanno voglia. Se non fosse vera, anche questa notizia sarebbe una discreta barzelletta.

Mi sovviene che, nei ricordi della mia infanzia a Palazzolo, ci sta anche una solenne celebrazione del Santo Crocifisso, posto sul lato destro della chiesa di Santa Maria Assunta. Credo abbia una simpatica e commovente storia legata al fiume che sta proprio lì di dietro.

Attenzione alla diffusione del virus dell’integralismo, scrivevo alcuni mesi addietro. Come ogni virus pericoloso, si annida nei luoghi più ovvi della convivenza.

Potrebbe nascondersi anche sotto la costrizione di “guarire” con le preghiere e le messe… liberamente obbligate.

di Sandro Cominardi

Altre storie daPalazzolo