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20 ottobre 2018

Dal 1787 al 1827 interventi sulla viabilità interna al nostro paese, di Francesco Ghidotti


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Partiamo dal 1787

All’inizio d’anno è annunciato in chiesa che ci sono stati nel 1786, 14 matrimoni, 122 nati e 102 morti.
Per il Natale 1787 “ essendo stato quest’anno penurioso, molti signori si sono uniti assieme per dispensare a ciascun individuo bisognoso oncie 15 di farina di melgotto al giorno per carità”, riferisce il Pezzoni nella sua Istoria. Durante l’anno viene completata la via diretta che da Brescia porta a Milano, passando da Chiari e privandoci dell’antica strada postale da Milano a Vienna in uso fin dal 1597.

I Palazzolesi avevano già avuto sentore che Chiari volesse ora privarci del servizio postale. La motivazione di tale orientamento poggiava sulle difficoltà per superare l’angusto attraversamento del nostro paese. Si corre perciò ai ripari. “Il 6 aprile 1788 è passata parte in Comune di aggiustar le rate di Riva e di Mura, con 190 voti favorevoli, solo 16 i contrari. Per dare seguito a questa delibera il 9 agosto 1789, la Vicinia decide che tutti devono concorrere a rifar le rate: i signori con taglie (imposte) ed i poveri con giornate. La spesa è preventivata in 5000 ducati. Chi non pagherà o non farà le due giornate dovrà mantenere un soldato in tansa. L’operazione inizia e “ il 2 ottobre li deputati del stradone hanno fatto atterrare e distruggere il portone prima d’arrivar al ponte dell’Ollio dalla parte di Mura ed il muraglione”.

Anche l’Oglio cospira contro gli interventi viabilistici e l’11 ottobre cresce arrivando sino a metà della Piazza. “1790, li 14 aprile, stamane alcuni uomini hanno atterrato il torcolo di Piazza vicino alla nuova parrocchiale per suggerimenti di alcuni stolti consiglieri ed ignoranti” .

Le dogane di Palazzolo

Scrive ancora il Pezzoni : “Conviene che faccia una digrezione, che però interessa la storia della patria. Prima dell’anno 1790 il nostro paese aveva un grande commercio, di modo che eranvi credo tre dogane: tutta la mercanzia che andava da Venezia a Milano e viceversa passava per Palazzolo; è impossibile lo spiegare la quantità della robba che passava; ma dopo l’anno 1790 che fecero lo stradone che da Brescia va a Chiari il nostro paese fu privato di tutto questo commercio, passando il tutto per Chiari ed ora non vi rimane che quella poca mercanzia che passa per Bergamo”. Il 18 dicembre mons Vescovo ed il Capitanio di Brescia sono venuti a veder lo stradone.

Secondo intervento

Sono note le vicende degli anni rivoluzionari culminate colla distruzione dell’arco centrale del ponte da parte dei Francesi per ritardare il passaggio degli Austro-Russi. E’ proprio il governo austriaco che dal 1819 al 1827 sventrerà il centro storico a partire dalla Riva fino a San Sebastiano.
Chi ne fa le spese è la PIAZZA.
Se aggiungiamo, la costruzione della Torre, anni 1813-1830, possiamo misurare i cambiamenti profondi dell’assetto urbano del nostro paese.

Francesco Ghidotti

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