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12 dicembre 2018

Considerazioni esistenziali alla cassa di un discount, di Sandro Cominardi


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È successo proprio così. Mi sono detto: vado a casa e trascrivo tutto, senza tradire una sola parola.

Sono in fila, in attesa di mettere la mia spesa sul rullo della cassa. Il cassiere, trentacinque anni circa, testa tondeggiante da palla di biliardo, facondo, ma senza perdere il ritmo del suo lavoro:
Ieri sera sono andato in moschea, ma non ho trovato nulla di nuovo. Allora ho telefonato al Padre eterno. Mi ha risposto suo Figlio e mi ha detto… –
Lunga pausa, continuando nel suo mestiere.
Molto Incuriosito di come avrebbe continuato il suo farneticare, chiedo:
E cosa ha detto? –
Beh, ha detto che suo Padre non c’era, ma che comunque era un po’ malinconico e molto incazzato. Incazzato per l’oscar dato a Di Caprio e malinconico perché Morricone l’oscar se lo meritava già da un bel po’ di tempo.-
Davanti a me un omone, volto quadrato, barba lunga di colore grigio e molto sfilacciata, integra il discorso seguendo una logica tutta sua:
Probabilmente incazzato anche con me che non ho combinato nulla di buono nella mia lunga vita. Ho fatto solo del male. L’unica cosa di male che non sono riuscito a fare è che non ho ammazzato mia suocera. Ci stavo per arrivare, ma lei è morta poco prima. –
Poi il cassiere ha cominciato ad inanellare i bip della mia spesa.

Alcune riflessioni tutte mie: in fin dei conti si può trovare una morale anche nelle elucubrazioni più strampalate:
1. il Padre eterno conosce le emozioni di noi umani;
2. è cosa buona avere la capacità critica e quindi di valutare gli oscar del cinema e non solo;
3. nella vita non si deve mai fare del male a nessuno e … tanto meno ammazzare la suocera.

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