SICUREZZA, ASCOLTO DEI CITTADINI E TAVOLI TEMATICI PER PIANIFICARE IL FUTURO DELLA CITTA’: STEFANO RACCAGNI RACCONTA LA SUA PALAZZOLO RISPONDENDO A TUTTE LE DOMANDE. “MINGARDI? INAFFIDABILE.” “GIUNTA ZANNI? INCAPACE DI PROGRAMMARE PROGETTI DI RILANCIO”

18034209_1860281577547871_395074167910444519_nINTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO STEFANO RACCAGNI

1. Chi è Stefano Raccagni?

Sono un giovane uomo che a 16 anni si avvicinò alla politica andando con un amico a sostenere un comitato di quartiere a Bovezzo. A quel gazebo incontrai persone semplici, tra cui l’attuale assessore regionale Simona Bordonali, che lamentavano grandi disagi legati alla sicurezza. Era un gazebo della Lega Nord, l’unico movimento che davvero era ed è vicino alla gente e al territorio. Da quel giorno la politica decisi di non guardarla solo alla tv o di leggerla solo sui giornali ma di farla in prima persona, entrando nei Giovani Padani. Iniziai anche a frequentare quella vecchia e umida sezione di via Matteotti a Palazzolo, tutti i venerdì sera, prima di uscire con gli amici. In quella sede trovai una squadra affiatata, qualcuno era assessore, qualcuno consigliere, altri solo appassionati che volevano dire la loro su come andava gestita la città. Era bello ascoltarli, mentre discutevano anche in maniera animata. In quei momenti imparai molto e sono tutt’oggi convinto che la vera politica la si faccia ancora in piccole e umide stanze, ma riscaldate dalla passione e dall’amore per il proprio territorio. Quella sezione mi chiese di candidarmi e nel 2004, dopo pochi mesi dai miei 18 anni, diventai consigliere comunale di maggioranza. Da lì iniziai ad apprendere e a frequentare il Municipio, avanzando piccole proposte e progetti, sempre in maniera timida ed emozionata, in quell’aula di Consiglio comunale che a quel tempo era nelle scuole elementari di Mura. Nel 2009 ero cresciuto e avevo maturato la giusta esperienza, dopo essere stato rieletto, per poter ricoprire la carica di assessore all’Urbanistica e Viabilità. Una grande occasione durante la quale, con duro e proficuo lavoro, presentai in Consiglio comunale il Piano di governo del territorio, nato dall’ascolto di tutte le realtà palazzolesi. Un Pgt che venne votato all’unanimità dal Consiglio comunale. Un sogno purtroppo durato poco: prima che potessi veder realizzati i progetti che avevo sognato e predisposto per la mia città, la Giunta cadde. Oggi quel ragazzo, dopo cinque anni seduto tra i banchi dell’opposizione, è ancora pieno della stessa passione e della stessa grinta e si sente pronto per fare il sindaco della città che ama e che ha imparato ad ascoltare attraverso le persone.

2. Come spiega il mancato accordo con la civica di destra MOS?

La verità è che mentre i colloqui con Fratelli d’Italia stavano iniziando i MOS pubblicavano il programma e attaccavano a destra e a manca i partiti che già mi sostenevano, rendendo il tutto complicato. Inoltre sarebbe stato impossibile far accettare alla coalizione che guido un’alleanza con un gruppo che per cinque anni ha incomprensibilmente attaccato molti suoi esponenti e che era guidato da Alessandro Mingardi, la cui inaffidabilità si era palesata nel 2012 quando da consigliere di maggioranza, sostenendo le opposizioni, fece cadere l’Amministrazione di centrodestra di cui facevo parte. Il mancato accordo è dipeso quindi da una volontà dell’intera coalizione, non dal sottoscritto come spesso è stato dichiarato.

3. Come nasce l’alleanza con le altre forze politiche che la sostengono?

Nasce da un percorso tra i banchi dell’opposizione durato cinque anni e fatto di condivisione di idee e progetti che i cittadini troveranno nel programma.

4. Perché un cittadino palazzolese dovrebbe votare lei e non un altro candidato?

Perché, nonostante la mia giovane età, per tredici anni sono stato tra la gente, ascoltando con passione i palazzolesi e mettendomi al loro servizio in politica: quest’esperienza oggi può solo fare la differenza. Palazzolo ha bisogno di un sindaco che abbia contatti con Milano, Roma e Bruxelles perché solo da lì possono arrivare gli aiuti veri per le nostre aziende e per i progetti della città.

5. Quale ritiene sia il principale punto di forza del suo programma elettorale?

Il mio programma elettorale è nato ascoltando i palazzolesi. Nelle scorse settimane ho fatto tantissimi incontri, cercando di abbracciare tutte le realtà della città, perché solo ascoltando le persone il programma può rispondere a esigenze reali, altrimenti è solo aria fritta che aumenta il divario tra politica e cittadini. Le persone hanno bisogno di sentirsi sicure! Questo mi hanno detto i palazzolesi e questo sarà al centro del mio amministrare. Ogni giorno continuo a modificare parole e frasi, perché il programma della nostra coalizione è qualcosa di vivo, che muta e si arricchisce ascoltando le persone ai gazebo e durante gli eventi. Le loro preoccupazioni, i loro consigli e i loro suggerimenti sono stati, sono e saranno il motore che dà vita a quelle righe. Il programma non è il nostro, ma dei palazzolesi e devo ringraziare tutti coloro che insieme a noi hanno messo la loro testa e il loro cuore nelle righe che saranno stampate e finiranno in ogni casa.

6. In caso di vittoria, quali saranno le prime tre azioni che farà da sindaco di Palazzolo?

Dare una svolta ai controlli del territorio perché le persone si sentono insicure, pulire la città e organizzare dei tavoli tematici per pianificare la rinascita del Comune insieme a chi ama davvero Palazzolo.

7. Arrivare al ballottaggio sarebbe una sconfitta per la sua coalizione?

No, sarebbe solo spostare di un paio di settimane il nostro traguardo!

8. Cosa ha apprezzato dell’operato della Giunta Zanni, e da cosa, invece, è rimasto deluso?

Che ha tagliato molto bene i nastri delle opere che aveva messo in campo il centrodestra senza pensare a nulla di nuovo per lo sviluppo della città, e la variante al Pgt è stata la conferma della loro incapacità di programmare progetti di rilancio. In poche parole, un commissario prefettizio avrebbe svolto lo stesso compitino, con il medesimo piattume burocratico.

9. Faccia un appello ai lettori del blog e li convinca a votare per lei.

Il mio programma racconta una Palazzolo sicura che ha nel fiume le sue radici, e come avveniva in passato, da qui partiranno sviluppo e progresso. Perché i palazzolesi dovrebbero votarmi? Perché per fare grandi cose occorre una buona dose di coraggio e la giusta esperienza. Credo di aver già dimostrato alle persone che il coraggio non mi manca e nemmeno l’esperienza, visto che al mio primo Consiglio comunale ci sono andato in scooter… avevo 18 anni da tre mesi.

DOMANDE DEI LETTORI

In occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, durante il consiglio comunale, lei si è rifiutato di cantare l'inno nazionale abbandonando l'aula. Le sue posizioni circa l’Unità Nazionale sono cambiate? Non crede che questo possa essere un problema all’interno della sua larga coalizione?

Chi oggi mi sostiene ed è in coalizione con me mi conosce e conosce i motivi dei miei gesti! Cosa dovevamo festeggiare di unito se abbiamo ancora tantissime disparità territoriali? Il 22 ottobre voteremo il referendum per l’autonomia della Lombardia e solo con questa rivincita fiscale l’unità sarà realmente realizzata. Come Carlo Cattaneo, sostengo che “Meglio vivere amici in dieci case, che vivere discordi in una sola”.

Palazzolo Cambia e Destra per Palazzolo sono civiche che sono state assenti in questi 5 anni di amministrazione Zanni. Non ritiene che allearsi con queste realtà sia una presa in giro per i cittadini?

In questi cinque anni ho avuto modo di incontrare questi gruppi, restando per loro un riferimento in opposizione, e se non hanno pubblicamente partecipato alla vita politica hanno comunque raccolto adesioni e idee con l’intenzione di offrire un’alternativa sostenendo me, perché hanno potuto valutare quale fosse la miglior proposta per Palazzolo.

Trova giusto fare un continuo battibecco con Mingardi, quando entrambi volete che la giunta Zanni cada?

Onestamente non ho più voglia di parlare di Alessandro Mingardi, la persona che nel 2012 mandò a casa il centrodestra, fermando così lo sviluppo dei progetti che oggi lui stesso propone nel suo programma.

Lei e Mingardi avete proposto simili soluzioni per un cambiamento per migliorare la città di Palazzolo, uno è di destra, lei di centro destra con varie alleanze, mi domando non è che ci sono questi battibecchi perché vi fa gola la sedia di sindaco e non il bene di Palazzolo?

Scusate se mi ripeto rispondendo che non ho più voglia di parlare di Alessandro Mingardi, la persona che nel 2012 mandò a casa il centrodestra, fermando così lo sviluppo dei progetti che oggi lui stesso propone nel suo programma.

Ciao Stefano, non ho una domanda da farti ma ti chiedo di rimettere le vie nel nostro dialetto e ripristinare le intitolazioni ai nostri caduti. So che lo farai.

Sono felice che le tradizioni e la cultura locale stiano a cuore a molti palazzolesi, tra cui la persona che ha scritto questa domanda. In effetti un sindaco che come primo atto di Giunta elimina la toponomastica in dialetto deve rivedere le proprie priorità, come se il dialetto fosse prerogativa di una parte politica e non la preziosa eredità di tutti. Un sindaco che pensa che ci siano battaglie o personaggi più degni di altri manca di rispetto alla storia ed è uno dei tanti motivi di imbarazzo per la nostra città. Certo che li ripristinerò e continuerò a prestare attenzione e cura alla nostra memoria storica.

In caso di ballottaggio con Zanni troverà un accordo con la civica MOS?

No!

È vera la voce che circola a proposito dell’apertura di una nuova caserma per le forze dell’ordine?

Nella mia attività di consigliere comunale ho più volte chiesto al sindaco, senza mai avere risposta, un intervento della Questura in collaborazione con la Polizia ferroviaria in stazione e nelle zone limitrofe. Lo stesso ho fatto chiedendo una Tenenza dei carabinieri per la città di Palazzolo, o comunque un aumento di personale idoneo al numero di abitanti della città. Lo stesso impegno, anzi, maggiore, lo metterò se verrò eletto, trovando una miglior ubicazione al Comando di Polizia locale perché attualmente si trova in spazi ristretti e obsoleti.