DETROIT, I CONSIGLI DELLA SETTIMANA E UNA CHICCA DI ROMAN POLANSKI

Dopo aver diretto il premiatissimo The Hurt Locker (2008) ed a cinque anni da Zero Dark Thirty, torna dietro la macchina da presa quel fenomeno di Kathryn Bigelow.
La regista sessantacinquenne mi ha fatto letteralmente uscire di testa per il suo nuovo Detroit, che vi presenterò oggi.
In più, come sempre, i miei consigli su cosa guardare e cosa evitare in settimana a cinema e l’immancabile “chicca”.

DETROIT

Regia di Kathryn Bigelow con Will Poulter, Hannah Murray, Jack Reynor, John Boyega, Anthony Mackie.
Titolo originale: Detroit. Genere Drammatico – USA, 2017, durata 143 minuti. Distribuito da Eagle Pictures.

Sono davvero pochi coloro che riescono ad imprimere una nota di realismo così forte regalando un’esperienza completamente immersiva guardando un film e mantenendo una coerenza impeccabile nella messa in scena. La sessantacinquenne Kathryn Bigelow, in questo, fa scuola.
Con Detroit la Bigelow va a toccare un nervo scoperto nella coscienza americana sviluppando il tema del razzismo con la cronaca della reale sommossa della 12th Street nel luglio 1967: un’autentica guerriglia urbana che, nell’arco di cinque giorni, portò all’intervento dell’esercito e alla morte di quarantatré persone.
Cinquant’anni dopo quei giorni di tumulti, uno dei momenti più infuocati nella storia delle tensioni razziali nel Nord Est degli Stati Uniti, Kathryn Bigelow riporta alla mente la rabbia repressa di quei giorni, i saccheggi e la dura repressione messa in atto delle forze dell’ordine che, purtroppo, si sarebbe trasformata in veri e propri abusi di potere soprattutto ad opera della Polizia di Detroit. L’inizio detta subito il del ritmo e della forza della regia della Bigelow: il blitz della polizia nel Blind Pig, un locale notturno situato in uno dei quartieri afroamericani di Detroit, e la reazione inferocita dei clienti del bar e degli abitanti della zona. Una scintilla che avrebbe portato ad un imminente disastro civile.

La Bigelow, a questo, sovrappone diverse vie narrative: quella legata alla figura di Philip Krauss (Will Poulter), giovane poliziotto bianco razzista, accusato di omicidio per aver sparato alle spalle un saccheggiatore, e l’arrivo in città di un gruppo di cantanti R&B, i Dramatics, giunti a Detroit con il sogno di firmare un contratto discografico. Il 1967, tra l’altro, è il periodo dell’età d’oro della Motown, la prestigiosa casa discografica specializzata nel soul e nell’R&B. E’il periodo in cui la black music sbriciolava i limiti imposti dall’odio razziale, superava il perimetro dei quartieri afroamericani per imporsi come un fenomeno trasversale e di massa.
Grazie alla sua tecnica di regia frenetica, ad una macchina da presa mai stabile (l’operatore rincorre letteralmente gli attori che fuggono con la cinepresa in mano) la Bigelow imprime un carattere quasi documentaristico alla pellicola portandola a dei livelli di realsimo che in pochi sanno raggiungere. Dopo un ampio incipit si entra nel vivo della vicenda quando i poliziotti, la Guardia Nazionale ed una guardia giurata di colore, richiamati da alcuni colpi di pistola, fanno irruzione in un Motel mettendo contro il muro dei ragazzi di colore insieme a due ragazze bianche americane, massacrandoli di botte con l’intento di capire chi è il colpevole di quei colpi di pistola. Si tratta di uno dei momenti più tristi della storia americana.
La Bigelow dirige in maniera magistrale queste ore di tensione dilatando il tempo narrativo, rendendolo quasi tempo reale. Quello che accade in quel motel vi sballotterà, come un cazzotto nello stomaco.
Personalmente lo ritengo uno dei film meglio riusciuti degli ultimi anni. Consigliatissimo.

CONSIGLI/SCONSIGLI

Le mie attenzioni nel palinsesto in arrivo sono tutte rivolte verso l’ottavo capitolo della saga STAR WARS: THE LAST JEDI. Non vedo l’ora che arrivi il 13 Dicembre.
Interessanti anche The Square, il film dello svedese Ostlund, pellicola che ha vinto a Cannes e La ragazza dello zoo di Varsavia di Niki Caro, film biografico.
Da evitare come la peste Justice League e Caccia al tesoro.

LA CHICCA

“Venere in pelliccia”

Un film di Roman Polanski. Con Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric. Drammatico, durata 96 min. – Francia, Polonia 2013. – 01 Distribution.

Fatevi un favore: procuratevi questo film, affiocate la luce, versate del vino in un calice e mettetevi comodi. Il Maestro Roman Polanski vi porterà in un excursus sulla seduzione attraverso il romanzo di Sacher-Masoc La venere in pelliccia. La pellicola parla di un regista alle prese con la ricerca dell’attrice adatta al ruolo principale: arriva in ritardo ai provini Vanda, omonima della protagonista della piéce, ed in poco tempo Thomas si rende conto che nessuna meglio di lei potrebbe essere adatta al ruolo. Due attori, una location. Meraviglioso.

A presto, Ferdi.