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16 novembre 2018

[GIORNO DELLA MEMORIA 2018] “Dai campi sportivi ai campi di sterminio”, ore 17 in Biblioteca


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In vista dell’ottantesimo anniversario delle cosiddette Leggi razziali, le leggi della vergogna, annunciate da Mussolini a Trieste il 18 settembre del 1938, con l’appuntamento “Dai campi sportivi ai campi di sterminio” del 27 gennaio si intende riprendere mediante la narrazione di biografie e l’uso di immagini e di motivi musicali, un capitolo poco approfondito nella storia del nostro paese e cioè l’effetto a dir poco devastante che le suddette leggi ebbero sul mondo del calcio.

Un capitolo ricco di spunti per comprendere la portata di quell’infamia a livello più ampio.

A partire da spunti che la recente attualità purtroppo offre, in questo caso l’uso dell’immagine di Anna Frank da parte della tifoseria della Lazio per denigrare quella della Roma, si riprenderanno le vicende biografiche di alcuni tra i principali protagonisti del mondo calcistico italiano ed europeo degli Anni Trenta e Quaranta del secolo scorso che proprio in quanto ebrei furono in vita o in memoria, privati dei loro incarichi, messi in un angolo e in diversi casi fatti sparire nei campi di sterminio, in altri probabilmente assassinati.

 

Raffaele Jaffe, l’uomo che regalò a Casale un incredibile scudetto alla vigilia della Grande Guerra.

Giorgio Ascarelli, il fondatore del Napoli in una stagione segnata da tante felici intuizioni.

Renato Sacerdoti, il presidente che per primo fece assaporare ai tifosi della Roma il sogno tricolore.

Le loro sono storie “scomode” di ebrei italiani che il fascismo, e più precisamente le Leggi Razziali, rese degli indesiderati.

 

Ascarelli era già morto da tempo quando le Leggi entrarono in vigore. Ma ciò non gli evitò una feroce ritorsione postuma. Jaffe e Sacerdoti, pur convertiti al cristianesimo, furono messi ai margini della società. Il preludio a quello che sarebbe successo di lì a poco. Il “fascistissimo” Sacerdoti, in clandestinità, riuscì a scamparla. Jaffe invece, arrestato da militi in camicia nera, terminò la sua vita ad Auschwitz.

 

Stessa sorte che toccò ad Arpad Weisz, ebreo ungherese vincitore di quattro scudetti tra il 1930 e 1938 con l’Ambrosiana (col fascismo la squadra di Milano non si poteva più chiamare fino ad allora e come oggi Internazionale) e col Bologna (oggi una curva dello Stadio Comunale, denominato in origine Littoriale, di quella città gli è intitolata).

 

Ebrei orgogliosi, ebrei in via di assimilazione, ebrei d’origine ma ormai cattolici da tempo.

Non fu fatta distinzione fra loro, tutti finirono nel “tritacarne” di quella storia vergognosa.

 

Emblematica, in ambito europeo, è altresì la storia del mitico centravanti austriaco Matthias Sindelar, un campionissimo che, avendo sposato una ebrea italiana, l’insegnante Camilla Castagnola, al contrario di tutti i suoi compagni di squadra, si rifiutò di omaggiare Hitler con la mano tesa prima della partita Austria-Germania, il 3 aprile del 1938 al Prater, lo stadio della capitale austriaca, giocata pochi giorni dopo l’entrata in Vienna delle truppe naziste il 12 marzo dello stesso anno.

Non ultimo, il suo, di una seria di gesti di disubbidienza che lo porteranno ad una progressiva emarginazione culminata in un misterioso incidente domestico in cui entrambi i coniugi persero la vita.

 

Però in ambito sportivo la celebrazione della Giornata della memoria induce a ricordare anche Gino Bartali, un campione dello sport e un coraggioso eroe che ha rischiato la vita per salvare chi veniva ingiustamente perseguitato. 

Per questo il “Ginettaccio”, così conosciuto per il suo carattere polemico, nel 2013 è stato dichiarato Giusto tra le Nazioni, il più alto riconoscimento dello stato di Israele per i non ebrei, ed è ricordato nel giardino museo dei Giusti, lo Yad Vashem a Gerusalemme da cui partirà il Giro d’Italia nel prossimo maggio.

 

L’incontro sarà condotto dai professori Diego Ferrari e Francesco Pagani, dal maestro Giulio Ghidotti (ANPI Sez. “Vasco Toti”) in collaborazione col Centro di formazione “Riccardo Mosca” di Palazzolo sull’Oglio.

 

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