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19 luglio 2018

Castelli, arsenico e vecchi merletti. Secondo appuntamento con A PIE’ DI PAGINA


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Immaginatevi un piccolo paese come tanti, la strada principale su cui si affacciano la biblioteca, il municipio, il negozio di alimentari, ville e casupole; gli abitanti che passeggiano e tra loro si salutano, fanno compere, spesso si fermano a chiacchierare per commentare gli ultimi pettegolezzi su questo e su quello.

Appena fuori dal paese c’è la villa dei Blackwood, avvolta in un’aura di mistero, immersa in una tenuta boscosa e poi recintata su tutti i lati per tenere lontano i paesani e scoraggiare i curiosi.

 

L’immensa tenuta è abitata solamente da tre persone: le sorelle Mary Katherine e Constance e l’anziano zio Julian.

Mary Katherine è una ragazza schiva e selvaggia, che ama perdersi per i boschi in compagnia del suo gatto Jonas. La gestione della casa tocca all’amorevole sorella Constance, che passa le giornate preparando prelibati manicaretti e colazioni sull’erba, sistemando il proprio orto e assistendo il vecchio zio.

I tre non hanno quasi nessun contatto con il mondo esterno e sembrano esserne felici. La vita nella tenuta dei Blackwood sembra scorrere serena, la casa è un piccolo angolo di quiete paradisiaca lontano dalla cattiveria della gente, nel quale le due sorelle possono assaporare ogni giorno i piccoli piaceri della vita quotidiana.

Praticamente un quadretto incantevole, non fosse che per un piccolissimo particolare: e il resto della famiglia?

Beh, pare che tutti i parenti siano morti ormai sei anni prima, per via di uno strano imprevisto a base di arsenico.

Proseguendo con la lettura, dettagli sempre più sinistri e inquietanti caratterizzano “ABBIAMO SEMPRE VISSUTO NEL CASTELLO”, che non è un horror, né un giallo e nemmeno un thriller a tutti gli effetti. Possiamo dire, più semplicemente, che la scrittrice è una maestra impareggiabile nel ricreare un’atmosfera di inquietudine e mistero che cresce sotto gli occhi del lettore e diventa sempre più cupa, prima impercettibilmente e poi in maniera sempre più inesorabile.

Shirley Jackson è considerata infatti una delle più grandi scrittrici gotiche del ventesimo secolo, per quanto forse il suo nome risulti sconosciuto ai più.

Nata in una famiglia benestante e conservatrice, sarà in aperto conflitto con la madre per tutta la sua vita, nel tentativo di affermarsi come scrittrice, giornalista e donna. La sua casa diventerà un ritrovo per amici, scrittori ed intellettuali del suo tempo.

Stephen King la prenderà dichiaratamente a modello, come testimonia anche la dedica al principio del suo romanzo L’incendiaria: “A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce.”

Insomma, spero di essere riuscita a incuriosirvi quel tanto che basta per mollare i soliti romanzi da ombrellone e dimenticare i consigli da letture estive… l’originalità nella lettura ripaga (quasi) sempre!

Sara

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