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17 dicembre 2018

DALLA BOCCIATURA AL SUCCESSO MADE IN PALAZZOLO: ALLA SCOPERTA DI BARBARA PEZZONI, PROPRIETARIA DI VANILLA BISCOTTI [FOTO]


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Quando incontro una persona la guardo negli occhi per capire.
Barbara era stanchissima. Ultimate le rapide presentazioni e sotto gli occhi vigili dell’apprendista reporter, incomincia a parlare.
Una mitraglia. Si racconta in modo genuino e appassionato. 
Capisco il segreto del successo crescente della sua attività.  
E più parla, più trovo somiglianze con mie esperienze passate. 

Ma andiamo per ordine.

Nome?
Barbara Pezzoni

Professione?
Non sono una pasticcera, anche se dall’aspetto sembrerebbe l’esatto contrario. 

Perché, di cosa ti occupavi prima?
Lavoravo in un supermercato. E ci ho lavorato part-time quando ho avviato VANILLA di là (indicando la precedente sede nei pressi del ponte romano. La nuova sede è in piazza Roma)

Com’è nata VANILLA?
Da una sonora bocciatura. Quando stavo pensando di aprire VANILLA ho incontrato il presidente dell’accademia dei pasticceri italiani e gli ho esposto il progetto per avere un parere.

E ti ha bocciato l’idea?
Su tutta la linea. Per lui non avrebbe mai funzionato. La mia idea di avere come protagonista principale il biscotto (alimento che solitamente è relegato, nelle classiche pasticcerie, a coprotagonista minore), un biscotto di qualità, fragrante e che non perdesse la sua bontà nel tempo è stata bocciata. Non ti nascondo che non è stato il massimo per me. Ma non mi sono arresa.

In casa ti hanno sostenuta?
Mio marito si. La mia famiglia si è ricreduta nel tempo. Voleva proteggermi, a suo modo. Adesso mi sostiene moltissimo.

Poi hai aperto VANILLA e…?
Facevo due lavori, come ti dicevo, mattina supermercato e pomeriggio pasticceria. In più ero moglie e mamma, anzi, mi considero fondamentalmente una mamma. VANILLA piaceva ai clienti,  ma mi ero resa conto che non stavo dedicando a questo sogno tutta me stessa. Così presi la decisione di puntare tutto su VANILLA, licenziandomi e lavorando a tempo pieno in negozio. Pensa, all’inizio non volevo macchine e facevo i biscotti a mano.

Alla fine hai vinto tu (mi riferisco alla bocciatura del presidente) [rido]
[Ride anche lei] Si, alla fine, si. Ce l’ho fatta, ce l’abbiamo fatta [è emozionata, gli occhi gonfi di gioia]
E siamo qui adesso. Ho delle collaboratrici bravissime, che ringrazio e che hanno capito, sin dal principio, il sentimento che animava VANILLA. 
Stefania sopratutto mi aiuta moltissimo e so che senza di lei VANILLA non sarebbe ciò che è adesso. 
[Poi sottovoce mi dice: Scrivilo, mi raccomando, se lo merita] 🙂

Progetti futuri?
Apro una sala da tè al piano superiore. 

Fantastico, quando?
Forse dopo Pasqua.

La tua paura più grande?
Sono spaventata e incerta su questo nuovo progetto. Di questo ho paura.

Parlami della sala da tè…
Guarda, ho studiato tantissimo per essere preparata a questa nuova sfida. Il mio obiettivo è far si che il cliente faccia un’esperienza piacevole da portare a casa. E ci dia suggerimenti confrontandosi con noi per migliorare la nostra idea. Prepareremo tantissimi tipi di tè, tisane e anche caffè. Spero piaccia ai palazzolesi… 🙂

Dolce preferito?
Adoro la crostata all’albicocca di mia mamma.

E’ nata da lì la tua passione?
No. In realtà, a pensarci bene no. E’ nata da un libro…

[I libri. Sorrido] Un libro? 
Si, le mie sorelle tempo fa fecero un viaggio in Francia e mi portarono un libro in cui si parlava proprio di biscotti secchi. E’ partito tutto da lì.

Un consiglio per chi, come te, ha un sogno nel cassetto e vorrebbe realizzarlo?
Crederci profondamente. Tutto è possibile. E poi studiare, studiare, studiare ed essere pronti a sacrificarsi per un’idea. 
Io ho fatto così. Abbiamo investito tutti i nostri risparmi in VANILLA [è molto orgogliosa, e fiera. e mi emoziona molto] e alla fine i risultati sono arrivati.

Finita la chiacchierata, ci salutiamo e lasciamo Barbara ai panettoni. 
La giovane reporter, appena usciti, mi fa: “Non riuscivo a scrivere. Parlavate troppo velocemente”. Rido, l’accarezzo e le confido:
“Faceva due lavori, come quando gestivo la libreria. Ha fatto tutto da sola, con quasi tutti contro. Quante somiglianze…”
“Già, bello eh papà?”
“Si, un bellissimo esempio. E’ una donna forte”
E ci incamminiamo chiacchierando.

 

foto by Corrado Chiari
preziosissimi appunti by Emma

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