[8MM] LA FORMA DELL’ACQUA, IL FILO NASCOSTO E UNA CHICCA FIRMATA KASSOVITZ

LA FORMA DELL’ACQUA – THE SHAPE OF WATER

Regia di Guillermo Del Toro. Un film Da vedere 2017 con Sally Hawkins, Michael Shannon (II), Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg. Titolo originale: The Shape of Water. Genere Drammatico – USA, 2017, durata 119 minuti.

Nella sua nuova opera, La forma dell’acqua, il visionario Guillermo del Toro racconta una fiaba gotica ricca di suggestioni fantasy, ambientata nel pieno della Guerra Fredda americana (siamo nel 1963) e incentrata su una giovane eroina senza voce. A causa del suo mutismo, l’addetta alle pulizie Elisa (Sally Hawkins) si sente intrappolata in un mondo di silenzio e solitudine, specchiandosi negli sguardi degli altri si vede come un essere incompleto e difettoso, così vive la routine quotidiana senza grosse ambizioni o aspettative. Incaricate di ripulire un laboratorio segreto, Elisa e la collega Zelda (Octavia Spencer) si imbattono per caso in un pericoloso esperimento governativo: una creatura squamosa dall’aspetto umanoide, tenuta in una vasca sigillata piena d’aqua.

Guillermo del Toro è un maestro dal punto di vista cinematografico. Questo non si discute e la bellezza estetica di questo lavoro ne è la riprova (qualora ce ne fosse bisogno). Quello che mette insieme dal punto di vista tecnico e visivo in questo film è strabiliante. Ed è proprio questo ciò che mi ha deluso.
La forma dell’acqua si presenta come un luogo comune su uno scolaretto: è bravo ma non si applica. Con quel comparto tecnico, con quell’idea, poteva e doveva fare di più. Continua a leggere

THE POST, CONSIGLI & SCONSIGLI E LE SERIE TV DEL MOMENTO

Con la Notte degli Oscar sempre più vicina, il livello dei film al cinema sale sempre più. Un turbinio di nuove uscite, di giovani promesse, nuove scoperte, vecchie certezze.
Oggi, però, oltre ad analizzare il nuovo attesissimo lavoro di Steven Spielberg, farò delle considerazioni sulle serie TV del momento.

THE POST
Regia di Steven Spielberg. Un film con Meryl Streep, Tom Hanks, Sarah Paulson, Bob Odenkirk, Tracy Letts, Bradley Whitford. Genere Biografico – USA, 2017, durata 118 minuti.

Convinto che la guerra condotta in Vietnam dal suo Paese costituisca una sciagura per la democrazia, Daniel Ellsberg, economista e uomo del Pentagono, divulga nel 1971 una parte dei documenti di un rapporto segreto, 7000 pagine che dettagliano l’implicazione militare e politica degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam. È il New York Times il primo a rivelare l’affaire. Il Washington Post (ri)mette mano ai documenti. E’ questo il contesto della nuova pellicola di Spielberg che con Maryl Streep e Tom Hanks va a creare un terzetto di mostri sacri che nemmeno all’All Star Game dell’NBA. 2 candidature (miglior film e migliore attrice non protagonista Maryl Streep….di nuovo!) per un thriller giornalistico tecnicamente impeccabile e dalla sceneggiatura lineare. La mano di Spielberg è evidente, si riconosce in alcuni dettagli (tipo la dissolvenza, tipica di Spielberg) ed è un piacere da ammirare. Le interpretazioni straordinarie di T. Hanks e della Streep contribuiscono ad alzare l’asticella in maniera considerevole. Meryl Streep dimostra ancora una volta la propria versatilità, indossando i panni di una donna solamente in apparenza fragile e confusa nel guidare la sua azienda, ma capace in realtà, nel momento del bisogno, di sfoderare un coraggio e una lungimiranza professionale senza pari.
La sceneggiatura è precisa, solida e asciutta nel ricostruire l’ambientazione storica, culturale e soprattutto il mondo dell’editoria e la vita di una redazione. “The Post” è una sorta di thriller giornalistico, dove non c’è in palio solo la libertà di stampa ma anche i diritti delle donne. La struttura narrativa è costruita in larga parte sul rapporto tra Katharine e Ben, editore e direttore, accomunati dalla stessa visione del giornalismo e dal desiderio di trasformare il Post, giornale locale all’epoca, in un quotidiano nazionale. La battaglia legale sui Pentagon Papers ha rappresentato uno storico spartiacque nel rapporto tra la Casa Bianca e la stampa. Fu solo l’anticamera del ciclone Watergate, che avrebbe poi portato alle dimissioni del Presidente Nixon.
“The Post” è un film che emoziona, e fa credere nella possibilità che possa esistere un giornalismo al servizio dell’opinione pubblica e non dei politici di turno.
Ci vorrebbero più Katherine Graham e Ben Bradlee, in questo mondo giornalistico fatto di faziosità e fake news.
Consigliatissimo. Continua a leggere

8 MM: “TUTTI I SOLDI DEL MONDO”, “TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI” ED UNA CHICCA FIRMATA DAMIEN CHAZELLE

Bentornati.
Dopo un periodo di inattività riparte la rubrica 8MM in vista della Notte degli Oscar in programma a Febbraio, freschi dei Golden Globe Awards.
I film che andremo a sviscerare in questo articolo sono due attesissime nuove uscite di gennaio: uno è il nuovo lavoro del veterano Ridley Scott, “Tutti i soldi del mondo”, l’altro è “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” di Martin McDonagh, film che ha sbancato la notte dei Golden Globe con ben 6 candidature e 4 premi (tra cui Miglior Film Drammatico).

TUTTI I SOLDI DEL MONDO
Regia di Ridley Scott. Con Michelle Williams, Christopher Plummer, Mark Wahlberg, Charlie Plummer, Romain Duris. Titolo originale: All the Money in the World. Genere Biografico – USA, 2017, durata 132 minuti.

Dopo The Martian ed il deludente Alien Covenant, Ridley Scott riprende in mano la macchina da presa presentando “Tutti i soldi del mondo”. Il film narra l’incredibile vicenda del rapimento del nipote di Paul Getty (Christopher Plummer), petroliere ed allora uomo più ricco del mondo, John Paul Getty III (Charlie Plummer). L’avvenimento sconvolse il mondo intero.
Il film ha fatto parlare di sé già ben prima della sua uscita nelle sale, a causa di una particolare scelta di Scott: in seguito alle pesanti accuse sessuali piovute addosso a Kevin Spacey, inizialmente scelto per il ruolo del magnate nel film, ha pensato bene di tagliare tutte le scene già girate e di rimpiazzarlo in tempi record con Christopher Plummer, costringendo Michelle Williams, nei panni della madre di Getty III e Mark Wahlberg, nel ruolo dell’ex agente della CIA Fletcher Chace, a rigirare tutte le scene in cui comparivano insieme a Spacey.
Ma andiamo ad approfondire la pellicola. Il film è bello, molto. Ridley Scott è ormai una certezza nel mondo del cinema, da anni. Ma ci sono dei difetti e preferisco partire da quelli. Continua a leggere

STAR WARS VIII, ASSASSINIO SULL’ORIENT EXPRESS E UNA CHICCA CHE VI SCONVOLGERA’

Settimana cruciale per noi cinefili. Abbiamo deciso di posticipare l’uscita del post per poter dar modo a tutti di prendere parte all’evento cinematografico mondiale di fine anno – l’ottavo capitolo della saga Star Wars – senza rovinarvi la sorpresa o modificare le vostre aspettative.
Oggi pubblico il mio parere su The Last Jedi ed il remake di Assassinio sull’Orient Express, film andato molto bene al botteghino. In più, come sempre, una chicca che vi sconvolgerà.

STAR WARS VIII – THE LAST JEDI

Regia di Rian Johnson. Un film con Mark HamillCarrie FisherAdam DriverDaisy RidleyJohn BoyegaOscar Isaac. Titolo originale: Star Wars: The Last Jedi. Genere Azione – USA2017, durata 152 minuti. Distribuito da Walt Disney.

The Last Jedi è un episodio che esce letterlmente dagli episodi passati, proponendo un ponte di trama tra il settimo e il nono episodio in pieno stile Star Wars.
Ci riporta alla filosofia della Forza, anche se non é più tutto bianco o nero, anzi, qui sembra tutto grigio, ed é giusto. L’ironia a volte é leggermente immatura, ma mai fuori luogo e non disturba particolarmente. Un episodio degnissimo della saga, da rivedere perché ciò che ci dice é davvero tanto, e merita assolutamente una seconda visione.

Edit: per apprezzarlo dovrai avere la mente aperta.
Nel film viene spesso detto che ciò che è vecchio deve morire. Questo film è fatto per cambiare, per una generazione nuova e per un cinema nuovo. Il ricambio generazionale è, infatti, il punto cardine di questa pellicola. Continua a leggere

DETROIT, I CONSIGLI DELLA SETTIMANA E UNA CHICCA DI ROMAN POLANSKI

Dopo aver diretto il premiatissimo The Hurt Locker (2008) ed a cinque anni da Zero Dark Thirty, torna dietro la macchina da presa quel fenomeno di Kathryn Bigelow.
La regista sessantacinquenne mi ha fatto letteralmente uscire di testa per il suo nuovo Detroit, che vi presenterò oggi.
In più, come sempre, i miei consigli su cosa guardare e cosa evitare in settimana a cinema e l’immancabile “chicca”.

DETROIT

Regia di Kathryn Bigelow con Will Poulter, Hannah Murray, Jack Reynor, John Boyega, Anthony Mackie.
Titolo originale: Detroit. Genere Drammatico – USA, 2017, durata 143 minuti. Distribuito da Eagle Pictures.

Sono davvero pochi coloro che riescono ad imprimere una nota di realismo così forte regalando un’esperienza completamente immersiva guardando un film e mantenendo una coerenza impeccabile nella messa in scena. La sessantacinquenne Kathryn Bigelow, in questo, fa scuola.
Con Detroit la Bigelow va a toccare un nervo scoperto nella coscienza americana sviluppando il tema del razzismo con la cronaca della reale sommossa della 12th Street nel luglio 1967: un’autentica guerriglia urbana che, nell’arco di cinque giorni, portò all’intervento dell’esercito e alla morte di quarantatré persone.
Cinquant’anni dopo quei giorni di tumulti, uno dei momenti più infuocati nella storia delle tensioni razziali nel Nord Est degli Stati Uniti, Kathryn Bigelow riporta alla mente la rabbia repressa di quei giorni, i saccheggi e la dura repressione messa in atto delle forze dell’ordine che, purtroppo, si sarebbe trasformata in veri e propri abusi di potere soprattutto ad opera della Polizia di Detroit. L’inizio detta subito il del ritmo e della forza della regia della Bigelow: il blitz della polizia nel Blind Pig, un locale notturno situato in uno dei quartieri afroamericani di Detroit, e la reazione inferocita dei clienti del bar e degli abitanti della zona. Una scintilla che avrebbe portato ad un imminente disastro civile. Continua a leggere

[8MM] DELUDENTE ‘THE PLACE’, I CONSIGLI DELLA SETTIMANA E UNA CHICCA FIRMATA DAVID FINCHER

Questa settimana ho deciso di andare a vedere un prodotto di casa nostra, tanto atteso dopo l’ultimo acclamato PERFETTI SCONOSCIUTI: il nuovo film di Paolo Genovese “The Place”.
Il palinsesto comincia a diventare più folto considerando che ci avviciniamo sempre più alla Notte degli Oscar di Febbraio, nonostante ciò il mese di Novembre non ha messo in risalto niente di eclatante.
Entriamo nel particolare.

THE PLACE

/// Regia di Paolo Genovese. Un film con Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Alessandro Borghi, Silvio Muccino, Alba Rohrwacher. Genere Drammatico – Italia, 2017, durata 105 minuti. Distribuito da Medusa. ///

Comincio subito col dire che la pellicola mi ha deluso tantissimo. Ero a conoscenza della provenienza dell’idea del regista. Il film prende spunto (uso un eufemismo, considerando che la ricopia pari pari) da una serie tv americana chiamata “The Booth at the End” di Cristopher Kubasik. Voleva qualcosa che costasse poco ed avesse una resa immediata. Una tavola calda anni ’50, un uomo misterioso seduto ad un tavolo con un quadernone, una serie di sconosciuti che si alternano davanti a lui. Sconosciuti di tutti i tipi: una anziana, una suora, una giovane donna, un uomo e, tanto per citare un vecchio film, “tutti vogliono qualcosa”. Lui segna tutto sul suo quaderno, sia le richieste che i compiti assegnati affinchè i desideri si realizzino. Continua a leggere