Palazzolo: il Comune vuole realizzare una pista ciclo-pedonale in Via Pontoglio

Il Comune di Palazzolo parteciperà al bando per l’assegnazione di cofinanziamenti per la realizzazione di interventi situati sul territorio regionale proponendo il progetto per la formazione di una pista ciclo-pedonale in Via Pontoglio, che per le sue caratteristiche può rientrare nelle tipologie degli interventi previsti dal bando regionale.

La giunta comunale (Sala, Bertoli, Lancini, Stucchi, Turra, Turra R., Urgnani), ad eccezione dell’assente assessore Raccagni, ha all’unanimità approvato il progetto esecutivo denominato “Intervento per lo sviluppo della mobilità ciclistica: formazione di pista ciclo-pedonale in Via Pontoglio”,
redatto dal professionista incaricato Ing. Pietro Brianza, con studio a Brescia, che prevede una spesa complessiva di € 280.000,00 dei quali € 214.500,00 per opere, € 5.500,00 per oneri della
sicurezza non soggetti a ribasso, oltre ad € 60.000,00 per somme a disposizione dell’Amministrazione Comunale.

di quipalazzolo.blogspot.com
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La mafia in Lombardia esiste

Ha il sapore buono della responsabilità la decisione di oggi in Regione Lombardia di istituire un comitato (di cui faccio parte) che in tempi stretti possa scrivere una proposta di legge quadro sulla questione della criminalità organizzata. Innanzitutto perché nasce da un’idea fresca e senza tatticismi intorno ad un tavolo di prima mattina con i buoni consigli di LIBERA LOMBARDIA e si trasforma in metodo operativo in meno di un’ora nella II Commissione; e poi perché è una visione ancora più ambiziosa del punto di partenza (la nostra proposta di legge 12 presentata il 18 maggio di quest’anno).

Oggi, almeno questo è ottenuto, la mafia in Lombardia esiste e la Lombardia vuole parlarne. I “negazionisti” si avviano, finalmente, ad essere un’ingiustificabile razza in estinzione e sul tema non c’è più possibilità di non parlarne come copertura: una proposta di legge diventa, nei suoi passaggi in Commissione e Consiglio, un percorso obbligato di sì o di no, di dichiarazioni di voto e discussioni a viso aperto. Uno spiffero di consapevolezza e responsabilità sotto gli occhi di tutti.

Eppure questo è il primo passo di un cammino che non sarà né facile né banale: qualcuno giocherà a fare il più antimafioso degli altri, qualcun altro potrebbe essere sospettosamente garantista, qualcuno vorrà allargare tanto perché alla fine non se ne faccia niente oppure potrebbe sbucare all’ultimo momento l’artifizio di qualche leguleio che affossa il passo. Oggi il passo è di quelli che contano: dimenticare (tutti) la casacca di partito e vestire la maglietta della responsabilità.