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Castenedolo. Stop al consumo di territorio.

Castenedolo deve frenare il consumo di territorio, deve spezzare il circolo vizioso di cave che sono futuribili discariche, deve porre molta attenzione all’arrivo di impianti per il trattamento rifiuti. Nello stesso tempo servirebbe con urgenza per la provincia una mappatura del rischio sanitario, dati aggiornati sulla mortalità per tumore divisi per paese, in modo da correlare le cause alla presenza di industrie e altre fonti inquinanti: cosa che gli enti locali dovrebbero chiedere all’Asl. Queste le due forti coordinate su cui l’altra sera nella affollata sala dei Disciplini di Castenedolo l’associazione ambientalista «La collina dei Castagni» ha basato la sua puntuale conferenza.

Il primo relatore, l’agronomo Leonardo Bellini, membro del sodalizio ambientalista presieduto da Ugo Cavagnini, ha approfondito con dovizia di tavole le criticità che incombono sul paese, facendo un excursus sulle ferite pregresse inferte al territorio (1milione 350mila mq occupati da cave, tra cui il laghetto Borgo farcito di rifiuti al pcb, la discarica esaurita di Aprica, 200mila mq per l’autoparco sull’A4 e quelle in arrivo: altri 200mila per l’area produttiva Vulcania Due, 30 piò del Suap Bettoni con la previsione di escavazione di 800mila metri cubi di ghiaia e poi «la realizzazione a 20 metri sotto il piano campagna di un sito per la realizzazione di calcestruzzo e impianti bituminosi».
A condire il tutto l’arrivo di due impianti per il trattamento rifiuti. Uno in località Quarti (450mila tonnellate di non pericolosi) e uno alla Macina (il co-incenerimento di 120 tonnellate/giorno di rifiuti non pericolosi). Altri 2,3 milioni di mq di territorio verranno consumati quando saranno ultimate Tav e Sp 19 (di cui Bellini ha denunciato alla Forestale la copertura di un boschetto al Fontanone), se si dovesse cementificare anche l’area destinata allo stadio, ora tramontato, e i 430 mila mq previsti nel nuovo Pgt. «Crediamo sia giunto il momento di dire basta – sintetizza Bellini – poiché tutte queste attività hanno una indubbia ricaduta in termini di qualità dell’ambiente e di minor tutela della salute».

Sullo stretto rapporto ambiente-salute hanno insistito la dottoressa Antonella Bertolotti e il medico di base Sergio Perini di Carpenedolo. «C’è una forte correlazione tra inquinamento e aumento delle patologie tumorali e nella nostra provincia si muore molto di più che nel resto d’Italia. Ma gli ultimi dati Asl risalgono al 2001, mentre servirebbe uno studio epidemiologico approfondito come quello fatto dalla provincia di Mantova, paese per paese». Grazie a quello studio sappiamo che nella vicina Castiglione «i tumori a fegato e polmone sono il 150% più frequenti che nel resto della provincia e tra le cause si segnala un’azienda di solventi». Nei vicini paesi bresciani «la situazione non sarà certo molto più rosea. Chiediamo ai sindaci: a quando uno studio simile per la provincia di Brescia, una delle città più industrializzate d’Italia?».
Il sindaco di Castenedolo Giambattista Groli, spiega pragmaticamente che «in periodi di tagli forsennati agli enti locali, il sacrificio del territorio è l’unico mezzo per salvare il bilancio e garantire servizi sociali e scolastici essenziali per la comunità. Non ci sentiamo degli Attila. Anche perché affronteremo ogni passo nel rispetto della normativa Vas».

di Pietro Gorlani

"Acqua minerale? No, grazie", la guerra arriva sullo scaffale.

MILANO – Con un po’ di enfasi l’hanno già battezzata “la guerra delle acque”. Qualcuno ha voluto aggiungere che le acque si sono ormai rotte. Sta di fatto che, a colpi di spot, tra campagne mediatiche, dossier scientifici, cartelloni con la mappa delle sorgenti più vicine alla nostra cucina, consigli e sconsigli per gli acquisti, i fautori del rubinetto e quelli della bottiglia se le stanno suonando alla grande. Da una parte Coop (che pure etichetta le sue bottiglie) insieme con qualche alleato di scuola di pensiero (evviva l’acqua del sindaco, è buona, economica e fa bene all’ambiente).

Dall’altra Mineracqua, la federazione italiana dei produttori di acque minerali, che controbatte esaltando la “superiorità” dell’oro blu in versione confezionata. Ma andiamo con ordine. La prima pietra – anzi, la prima goccia – l’ha lanciata Coop Italia cinque giorni fa. Con una campagna di comunicazione aggressiva (“Acqua casa mia”, costo 1 milione di euro, testimonial Luciana Littizzetto che in uno spot tv annaspa nel traffico e poi con gusto beve dal rubinetto come se ne sgorgasse lo stesso liquido della piscina di Cocoon), ha invitato gli italiani a consumare più acqua pubblica, o, in alternativa per chi non vuole rinunciare alla minerale, a scegliere quella delle fonti più vicine a casa (a km 0 come è del resto quella gratis).

L’obiettivo, spiega la Coop, è prima di tutto ecologista. E cioè: ridurre i costi e l’inquinamento che derivano dal trasporto dell’acqua. Per portarla dalla fonti alla tavola – l’Italia è il primo consumatore in Europa e terzo al mondo di acqua minerale dopo Emirati e Messico, 195 litri a testa – si muovono ogni anno 480 mila tir. Che messi in fila fanno un viaggio andata e ritorno Roma-Mosca. “Il trasporto su gomma di 100 litri d’acqua che viaggiano per 100 km produce emissione per oltre 10 kg di anidride carbonica – spiega Aldo Soldi, presidente di Ancc-Coop – . Se invece si sceglie acqua di rubinetto per ogni 100 litri si immettono in atmosfera 0,04 kg di CO2, 250 volte di meno”.

È evidente che non alla sola tutela dell’ambiente pensa Coop: incentivando l’acqua del rubinetto, il colosso distributivo è pronto a vendere ai consumatori una sua caraffa filtrante a uso domestico. Di più. L’offensiva contro i grandi produttori passa anche da un raddoppio delle fonti di approvvigionamento. Alle due già esistenti (sorgente Grigna a Lecco e monte Cimone a Modena) Coop ne aggiunge altre due (Valcimoliana a Pordenone e Angelica a Perugia). In questo modo, con quattro fonti, una quinta arriverà al sud, la distanza media che le bottiglie devono percorrere si accorcerà del 12%. E cioè 235mila km e 388mila kg di anidride carbonica in meno.

Aperta la gara di purezza – a fianco di Coop si schierano anche Amiacque e Cap Holding – la replica dei produttori di acqua minerale non si è fatta attendere. Giura il presidente di Mineracqua, Ettore Fortuna, che la “nostra campagna istituzionale era già in programma da due mesi” e che “Coop avrebbe potuto coinvolgerci, visto che la salvaguardia dell’ambiente è cara anche a noi”. Ma tant’è, lanciata la sfida, gli imbottigliatori sono insorti. “Ci siamo stancati di sentire dire che l’acqua del rubinetto e quella in bottiglia sono uguali – ragiona Fortuna – . Non è così. Si vuol far credere agli italiani che se comprano l’acqua devono sentirsi in colpa perché inquinano l’ambiente… “.

Per questo, dice, “abbiamo lanciato la nostra campagna. L’acqua in bottiglia è pura all’origine, non è trattata, è impossibile trovare tracce di cloro o suoi derivati. È imbottigliata alla sorgente e, quando la sorgente non è attaccata agli impianti, in quel tratto scorre in condotte di acciaio inossidabile, non di cemento o plastica come quella del rubinetto”. La sfida è apertissima. In tutto questo, bottiglia o rubinetto, gli italiani si confermano grandi bevitori del liquido più ipocalorico per eccellenza. Sempre divisi in due fazioni. E a volte attenti al portafoglio.

(fonte: repubblica)

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S.O.S scuola: la nostra segnalazione finisce sull'(In)ChiariWeek. Buona l’affluenza dei genitori.

Palazzolo. (fad) L’11 ottobre il blog QUIPALAZZOLO per primo dà la notizia dell’ S.O.S lanciato dalle maestre della scuola di Mura. Nel cartello si chiedeva un aiuto ai genitori per ridipingere i giochi dei bambini.
La segnalazione viene ripresa ed ampliata dai giornalisti dell’(In)ChiariWeek che realizzano una mini inchiesta molto interessante ascoltando maestre e l’assessore all’istruzione G. Stucchi.
Riportiamo di seguito alcune parti dell’articolo:

“I giochi di legno a causa delle intemperie si stanno scrostando – spiegano le maestre – In particolare lo scivolo ci dava preoccupazioni, perchè quando i bambini si lasciavano scivolare appoggiando le mani lungo il dorso, il legno si frantumava e c’era il rischio che le schegge entrassero nelle dita” (…) “Sappiamo delle difficoltà generali in cui versa la scuola nel nostro Paese oggi… tuttavia ci siamo più volte rivolte all’Amministrazione in cerca di soluzioni: ci sarebbero così tante cose anche importanti da sistemare. La risposta, però, è stata che al momento è meglio convogliare tutte le risorse finanaziarie sulla nuova scuola di viale Rimembranze che sostituirà questa”

“E’ vero – conferma Stucchi – Il nostro obiettivo rimane quello di inaugurare la nuova scuola materna in concomitanza col prossimo anno scolastico, nonostante le difficoltà nel percorso. Capisco le giuste richieste delle maestre ma ora non c’è la possibilità di realizzare tutto. Io, però, non sono affatto contrario a che i genitori diano una mano e anche io mi sono reso disponibile a tinteggiare i giochi: significa aiutare nel concreto la scuola. (…) Questi momenti di collaborazione tra cittadini e istituzioni non devono, però. essere strumentalizzati. Io credo nella solidarietà tra tutte le parti della società e sopratutto in momenti difficili come questo.”

di quipalazzolo.blogspot.com
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Qualità dell’aria, via libera alle nuove norme

Dal 2011 in Lombardia sarà obbligatorio installare strumenti per la termoregolazione e contabilizzazione di tutti gli impianti termici centralizzati nella zona critica A1 (210 comuni nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia e Varese e 4,7 milioni di abitanti).
È uno dei dati salienti emersi dalla conferenza stampa tenuta ieri pomeriggio dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, insieme all’assessore regionale all’Ambiente, energia e reti Marcello Raimondi.

LE FONTI. Da un inventario sulle emissioni emerge che il riscaldamento domestico rappresenta ancora una delle principali criticità da affrontare insieme al trasporto su strada anche off road (macchine da cantiere, mezzi agricoli e treni diesel) e all’uso dei solventi industriali.

L’Amministrazione regionale ha varato 6 bandi (4 saranno approvati a giorni) per complessivi 22,5 milioni di euro volti a diminuire notevolmente l’inquinamento derivante da impianti di riscaldamento. Si stima che l’installazione di semplici valvole termostatiche sui radiatori degli appartamenti, a fronte di una spesa di poche centinaia di euro, comporterà un risparmio sulla bolletta annuale pari circa al 30/70 per cento dell’importo. In particolare, è ancora possibile richiedere: contributi per l’installazione di dispositivi per la termoregolazione e la contabilizzazione autonoma del calore in edifici serviti o in fase di allacciamento a reti di teleriscaldamento (a disposizione 3 milioni di euro); incentivi per la realizzazione di sistemi di climatizzazione per il soddisfacimento dei fabbisogni termici di edifici pubblici, attraverso pompe di calore (dotazione finanziaria di 5 milioni di euro).

A breve saranno invece resi noti i requisiti per accedere a contributi per: realizzare impianti solari termici presso edifici pubblici, a uso pubblico anche gestiti da privati, dotazione finanziaria di circa 7 milioni; l’impiego innovativo della tecnologia solare su edifici pubblici (a disposizione ci saranno 2 milioni); la progettazione e realizzazione di interventi per la riqualificazione complessiva degli edifici, in modo da non superare (e possibilmente ridurre) il fabbisogno energetico massimo previsto dalla norma regionale (4,7 milioni); la realizzazione o ristrutturazione di un edificio innovativo con fabbisogno energetico per riscaldamento invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria non superiore a 14 kWh/mq/anno (classe A ) e con fabbisogno energetico per raffrescamento estivo non superiore a 12 kWh/mq/anno (a disposizione 1 milione di euro).

LA VIABILITÀ. Da venerdì prossimo, 15 ottobre, al 15 aprile 2011 saranno nuovamente in vigore i provvedimenti per il miglioramento della qualità dell’aria. Per prevenire e contenere episodi acuti di inquinamento atmosferico, in particolare quello da polveri sottili (PM10), dal lunedì al venerdì (escluse anche le giornate festive infrasettimanali) dalle 7.30 alle 19.30 è previsto il fermo programmato dei mezzi più inquinanti (autoveicoli a benzina e diesel Euro 0, diesel Euro 1, diesel Euro 2). Il provvedimento si applicherà alla Zona critica A1.
Sempre nella stessa zona i ciclomotori e moto a due tempi Euro 0 non potranno circolare in nessuna fascia oraria, mentre nella zona A2 il fermo per questi mezzi sarà in vigore dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30. Dal 15 ottobre 2011 questi motoveicoli non potranno più circolare.

RIMANGONO IN vigore anche i provvedimenti già adottati negli scorsi anni, vale a dire il divieto di utilizzo di apparecchi obsoleti alimentati a biomassa legnosa (camini e stufe nelle zone A1 e nei comuni sotto i 300 metri sopra il livello del mare) e il divieto di utilizzo dell’olio combustibile per impianti di riscaldamento civile in tutta la Lombardia.
Da lunedì a domenica dalle 0 alle 24 su tutto il territorio regionale sarà in vigore anche il fermo permanente degli autobus M3 (adibiti al trasporto pubblico locale) di classe Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 diesel.

Sempre dalla stessa data sarà in vigore il divieto di circolazione anche per la classe Euro 2 diesel dei veicoli per trasporti specifici e per uso speciale. Il provvedimento si applica su tutti i tratti stradali ricadenti all’interno delle zone indicate, comprese le strade provinciali e statali.

(fonte: bresciaoggi)

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Adro. Miglio non convince, la scuola resterà Dandolo.

Da Gianfranco Miglio, docente universitario e ideologo della Lega Nord, ai fratelli Enrico ed Emilio Dandolo, patrioti del Risorgimento ed eroi dell’Italia unitaria e delle cinque giornate di Milano, difensori della Repubblica Romana. Con la decuisione di far tramontare il sole delle Alpi dalla scuola di Adro, il consiglio di istituto conclusosi a notte ha ribadito l’intitolazione della scuola a fratelli Dandolo, sepolti proprio nel cimitero del paese.
Enrico Dandolo partecipò alle Cinque giornate di Milano nel 1848 e alla Prima Guerra d’Indipendenza. Nel 1849 era a Roma, Capitano del Battaglione Bersaglieri Lombardi con Luciano Manara. Combattè contro i Francesi per difendere la Repubblica Romana e morì in battaglia a Villa Corsini a soli 22 anni.

Emilio Dandolo, a fianco del fratello sia a Milano che a Roma, a Villa Corsini venne solo ferito. Dopo la fine della Repubblica Romana fuggì a Marsiglia e a Lugano. Scrisse alcuni libri e poi partì volontario per la Guerra di Crimea con i Piemontesi. Morì nel 1859, a 29 anni, senza riuscire a vedere il nord liberato dagli austriaci. I due patrioti riposano nel cimitero di Adro dove era nato il padre, Tullio che si trasferì successivamente a Varese. La vecchia scuola pubblica del paese proprio per questo era chiamata «Fratelli Dandolo». Denominazione che con la decisione del dirigente scolastico Gianluigi Cadei ha ribadito con l’appoggio del consiglio di Istituto. Sulle pagelle e sui documenti uffficiali, quindi comparirà il nome dei fratelli risorgimentali. Non è escluso che il nome di Gianfranco Miglio rimanga sull’edificio: nei giorni scorsi lo stesso prefetto Livia Narcisa Brassesco Pace aveva confermato a Bresciaoggi che all’ideologo leghista era intitolato l’immobile, mentre l’istituto era regolarmente dedicato ai Dandolo.

(fonte: bresciaoggi)

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Palazzolo: 30mila euro all’Istituto Comprensivo Statale

(fad) Si apprende dalla determina 552 che l’amministrazione comunale tramite il responsabile dei servizi sociali Piera Valenti impegnerà la somma di € 30.000,00 complessivi da corrispondere all’Istituto Comprensivo Statale di Palazzolo sull’Oglio per la realizzazione di attività di educazione all’affettività, orientamento e operazione raggio rivolte agli alunni dell’Istituto durante l’anno scolastico 2010/2011.

L’assegnazione di queste risorse rientra nel Piano annuale per l’attuazione al diritto allo studio approvato dal consiglio comunale con delibera n. 105 del 30.09.2010.

Dei 30.000 euro sopra citati  € 13.808,00 verranno impiegati in materia di “Sostegno interventi di orientamento all’affettività e alle relazioni a favore di minori”.

di quipalazzolo.blogspot.com